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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Come mai nel passaggio da un anno all’altro partiamo pieni di buoni propositi che immancabilmente nel giro di alcuni giorni o qualche settimana svaniscono o comunque non si riescono a mettere in pratica?

La causa principale è spesso che cerchiamo di cambiare di colpo, rapidamente e in modo consistente. E ci aspettiamo subito grandi risultati e cambiamenti significativi, profondi e duraturi. In realtà è stato studiato che per modificare un’abitudine e per rendere automatico il relativo cambiamento ci vogliono almeno 3 mesi.  (fonte: Lally, P., van Jaarsveld, C. H. M., Potts, H., Wardle, J. (2010). How are habits formed: Modelling habit formation in the real world. European Journal of Social Psychology 40, 998-1009).
Per questo la nostra volontà di cambiare e la determinazione si spengono presto.. perché tentiamo di fare troppo e subito e di vederne subito gli effetti positivi, come se facessimo uno scatto durante una maratona: partiamo forte ma poi rimaniamo a secco di energie, risorse e risultati.

 

Spesso, inoltre, ponendoci obiettivi drastici e ambiziosi, passata l’euforia iniziale, ci sentiamo sopraffatti dalla difficoltà e non in grado di raggiungere il risultato sperato. Talvolta questo è anche dovuto al fatto che il nostro proposito è spesso vago, non chiaramente definito in termini di obiettivi e privo di un piano d’azione concreto suddiviso in tappe.
Ovviamente può anche capitare che eventi della vita quotidiana ci distolgano l’attenzione dal nostro progetto di miglioramento.

Poi è anche vero che non tutti ci ritroviamo a gennaio con l’esigenza di cambiare qualcosa e non è certo deplorevole! Non sta scritto da nessuna parte che se non facciamo la lista dei buoni propositi non siamo brave persone!

Però è certo che giova a tutti avere all’inizio dell’anno qualche obiettivo nuovo e qualche desiderio di cambiamento che crea motivazione e ci aiuta ad affrontare il nuovo anno senza sentirci già sopraffatti in partenza!

Infatti, quello che sta alla base dei  buoni propositi è anche l’esigenza di porsi un nuovo traguardo, un obiettivo che porti a vivere più piacevolmente e con maggior impegno la vita di tutti i giorni.
Tutti, più o meno consapevolmente, abbiamo la necessità  di avere scopi da perseguire e raggiungere per dare più significato alle nostre giornate, per alzarsi al mattino con più spinta e per sentirci gratificati quando ci si avvicina all’obiettivo.  Altrimenti è probabile scivolare nella noia, nell’apatia e fino a soffrire di sintomi depressivi  derivanti anche proprio da un calo di motivazione e senso di efficacia.

Non è un rischio solo per le persone pensionate o disoccupate, ma anche per chi è molto impegnato con il lavoro o con le attività quotidiane della gestione della casa della famiglia ecc… Pensiamo per es. ad una mamma che ha le giornate piene con lavoro, casa e figli piccoli: anche lei, nonostante i mille impegni quotidiani può sentire il bisogno di scopi personali propri e di un piccolo spazio mentale solo per se stessa.
Il proposito, quindi, va oltre le esigenze e necessità quotidiane, è infatti uno stimolo in più che aiuta a sentirsi motivati, efficaci e gratificati dagli obiettivi che ci si pone.

 Come rendere più raggiungibili i nostri obiettivi per il nuovo anno:

  • non esagerare con la quantità di cose da cambiare: 5 propositi sono già un buon numero e 3 sono già sufficienti per iniziare;
  • concentrarsi su un proposito alla volta, partendo da quello che sembra più semplice e raggiungibile;
  • suddividere ogni obiettivo in sotto-obiettivi, cioè  in piccoli passi concreti da percorre gradualmente uno dopo l’altro in modo da rendere meno difficile e più duraturo il cambiamento. Così facendo saremo gratificati e sentiremo la meta sempre meno lontana. Il primo passo deve essere qualcosa che riteniamo banale e di poco impegno;
  • tentare i primi passi e le prime modifiche nelle aree di vita in cui ci sentiamo meno in difficoltà, quelle più semplici e quotidiane, per poi passare in un secondo momento a quelle dove vogliamo cambiare abitudine/comportamento ma non siamo mai riusciti a farlo.
  • è più difficile cancellare una vecchia abitudine piuttosto che sostituirla con una nuova;
  • se si individua lo stimolo (un’emozione, un orario, una situazione, un pensiero) che precede il comportamento che vogliamo cambiare, allora è più facile modificarlo e sostituirlo con un altro più adatto
  • ripetendo il comportamento desiderato ogni giorno, nello stesso orario e magari nello stesso posto è più probabile che diventi automatico e spontaneo.

Nel prossimo articolo alcuni esempi di buoni propositi raggiungibili.

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