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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Che tipo di procrastinatori siete?

Quando “Lo faccio domani” diventa la tua frase più frequente.

La procrastinazione è l’atto di sostituire attività prioritarie e importanti con attività piacevoli o compiti meno rilevanti o urgenti. I procrastinatori sono coloro che rimandano le attività o i compiti importanti e necessari con l’intenzione di occuparsene “domani o un altro giorno”.
Se mancano poche ore alla consegna del lavoro e ci mettiamo a guardare un episodio del nostro telefilm preferito, significa che stiamo procrastinando anche noi. Ma non tutti lo facciamo allo stesso modo e per le stesse motivazioni.

La psicologa clinica di fama internazionale Monica Ramirez Basco dell’Università del Texas individua 6 diversi tipi di procrastinatori, a seconda della ragione, spesso inconsapevole, che li spinge a rinviare una qualsiasi cosa a domani.

Ovviamente è importante sottolineare che le categorie che verranno descritte non sono esclusive: ogni procrastinatore può adottare anche più di una tipologia di procrastinazione, in base al contesto e alle motivazioni interiori che lo spingono in quel momento a rimandare.

6 tipologie di procrastinatori

1. Evitanti: la categoria più numerosa di procrastinatori è quella degli evitanti e si tratta di coloro che rimandano perchè ritengono il compito poco gradevole o difficile da affrontare. Diventa un modo per affrontare (inefficacemente) lo stress e il disagio causato da problemi, incombenze o difficoltà, rimandandoli finché possibile. Un esempio potrebbe essere chi ha l’abitudine di non aprire o mettere da parte la busta con la bolletta appena ritirata dalla cassetta della posta, oppure chi rimanda a domani quella cosa da aggiustare in casa, o la prenotazione di un appuntamento sgradevole ma necessario.

2. Disorganizzati: chi appartiene a questa tipologia ha la tendenza a valutare male o spesso a sopravvalutare il tempo a disposizione. Il procrastinatore disorganizzato guarda l’orologio e pensa che non sia ancora giunta l’ora, che può farlo “fra un po’”. Spesso il problema è anche una difficoltà nello stabilire delle priorità fra le varie attività da sostenere. Ne sono un esempio coloro che, dovendo consegnare un documento o un compito, si perdono nella forma, nella scelta del carattere, colore, dimensione del testo, invece di dedicarsi al contenuto e iniziare a scrivere quanto richiesto. L’esempio più comune è quando si è davanti al computer o alla televisione o al cellulare e si rimanda ripetutamente il momento in cui ci si alzerà per andare a prepararsi per andare al lavoro, a scuola o a quell’incontro non troppo piacevole, pensando “c’è ancora tempo, posso aspettare”.

3. Insicuri/dubitanti. Sono i procrastinatori che hanno scarsa fiducia nelle proprie capacità e risorse, indugiano a lungo prima di decidersi ad agire, temendo di commettere errori o di non farcela proprio. Per esempio passano molto tempo a chiedersi se sia il caso di cambiare lavoro visto che ogni giorno è sempre peggio in ufficio, ma la loro insicurezza blocca ogni iniziativa effettiva. Oppure si trovano a rimandare quel compito o quell’attività che pensano di non essere in grado di fare.

4. Passivi-aggressivi: quando la procrastinazione è adottata come strategia relazionale, cioè come modo indiretto di comunicare o dimostrare qualcosa agli altri. Qualche esempio? Chi rimanda un’attività richiesta da un collega, capo o familiare perché infastidito dal modo in cui gli è stata posta. Oppure un marito che non porta i rifiuti nel cassonetto per indispettire la moglie come ripicca. O ancora, una ragazza che non cucina il piatto preferito del fidanzato per non sentirsi dire che è più buono quello fatto da sua madre, ecc..

5. Perfezionisti: si possono anche definire: procrastinatori del tipo “tutto o niente” perché hanno la tendenza ad avere due modalità di affrontare un compito: o al 100% o lasciano perdere a priori. Spesso sono persone che si sobbarcano più impegni di quanti ne riescano effettivamente ad affrontare nella maniera migliore possibile in base ai propri standard e pensano: “O lo faccio per bene o niente”, oppure “oggi non ho tempo per svolgere come si deve quell’attività, quindi meglio rimandare a domani”. A tale atteggiamento si aggiunge spesso una notevole difficoltà a dire “no” alla richieste che vengono fatte con la conseguenza di ritrovarsi spesso sommerso da troppe responsabilità e incombenze e quindi arrivano a fare solo quelle che credono di poter espletare al massimo, e non cominciano per niente le altre.

6. Edonisti/ricercatori di piacere: s’intende coloro che più comunemente vengono descritti come pigri e che dedicano il proprio tempo ad attività piacevoli o comunque non fondamentali. Pensiamo a coloro che si ritrovano a guardare la tv, a navigare sul loro sito preferito, a giocare ad un video-gioco pur di non riordinare la propria stanza o di non dover svolgere quel compito noioso affidato dal capo. Sono coloro che spesso si dicono: “non ho voglia di farlo, prima il piacere e poi il dovere” e finiscono per procrastinare.

 

Leggendo queste descrizioni avrete sicuramente riconosciuto modalità ed esempi a voi familiari e individuato che tipo di procrastinatori siete, potete quindi proseguire con la lettura degli articoli:
Perché si rimanda e perché è un problema
Non perdere l’attimo: 12 strategie anti-procrastinazione”

Se invece non vi è ancora chiaro quale sia il vostro livello di procrastinazione e la tipologia di procrastinatori alla quale appartenete, o per approfondire meglio, è possibile richiedere un questionario via mail o una valutazione in studio tramite l’apposito modulo.

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