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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Comunicazione e assertività

I comportamenti comunicativi possono essere distinti in assertivi, passivi e aggressivi.

Nella nostra quotidianità ci può capitare di mettere in pratica comportamenti appartenenti ad ognuna di queste categorie quindi non è corretto parlare di persone in assoluto passive o aggressive ma di persone che hanno la tendenza a mettere in atto maggiormente comportamenti afferenti ad una delle tre categorie.

 

• Passività
Proviamo a pensare a nostri scambi comunicativi nei quali non siamo riusciti a dire o fare quello che avremmo voluto, per esempio un collega ci ha fatto una richiesta che avremmo voluto rifiutare, ma non siamo riusciti a dire di no. Oppure a cena fuori ci portano del cibo cattivo e non siamo riusciti a rimandarlo indietro e chiedere di portarci altro. E quando in una conversazione vorremmo dire che non siamo d’accordo, che la pensiamo diversamente, ma invece non diciamo niente. Per non parlare di quando riceviamo un complimento e ci sentiamo a disagio e non sappiamo cosa rispondere.
Non essere in grado di rifiutare, di fare sapere la propria opinione, avere difficoltà a prendere decisioni, subire le pressioni, le critiche e le manipolazioni degli altri, avere paura del loro giudizio e agire allo scopo di ottenere l’approvazione altrui indicano uno stile di comportamento passivo e remissivo.

La comunicazione di chi è tendenzialmente passivo è sovente poco espressiva, inibita, contratta e inefficace.
Il comportamento passivo ha da una parte alcuni vantaggi: a breve termine si evitano i conflitti, si ottiene l’approvazione dell’altro, si hanno minori responsabilità, si riesce talvolta a controllare gli altri tramite messaggi manipolativi.
Gli svantaggi però sono superiori: i conflitti nel lungo periodo, aggravamento del problema, creazione di incomprensioni, inimicizie e conflitti, perdita di autostima. Chi tende a comportarsi in modo passivo, mette spesso da parte le proprie esigenze, i propri diritti (talvolta anche i propri doveri) perché non sa in che modo affrontare la situazione e capita quindi che spesso non raggiunga i suoi obiettivi e desideri poi arrivi a provare frustrazione, scontentezza, insoddisfazione, ansia e/o tristezza.
Inoltre, accade che chi tende alla passività si consideri inferiore, pensi che le sue esigenze siano poco importanti, senta di non riuscire a mostrare agli altri ciò che sa fare e quanto vale, rischiando di essere sottovalutato dagli altri e anche da sé stesso.

 

• Aggressività
Può esserci capitato di aver risposto o di avere ricevuto una risposta con tono secco, collerico, brusco, rabbioso e con contenuto critico, rifiutante, svalutante. Per esempio rispondere alle richieste dicendo: “non ci penso nemmeno, arrangiati!”, o esprimere disagio verso una persona che disturba urlando: “non ne posso più di te, se non mi lasci in pace ti faccio vedere io”, giudicare negativamente qualcuno per un comportamento che non si condivide: “Sei stupido e non ci arrivi proprio, non capisci niente”.
Violare i diritti altrui, essere prepotenti, eccessivamente critici, ritenere sempre di avere ragione senza mettersi in discussione o scendere a compromessi, non accettare altri punti di vista, non cambiare la propria opinione neppure davanti all’evidenza dei fatti attribuire i propri errori agli altri, colpevolizzare, fare sentire volontariamente gli altri inferiori, umiliare sono tutti comportamenti di tipo aggressivo.L’aggressività si traduce in una forte e prepotente difesa di quelli che si ritengono propri diritti inderogabili, a volte perché non ci si preoccupa delle conseguenze sugli altri, altre volte perché non ci si controlla e si lascia spazio all’impulsività. Il comportamento aggressivo ha spesso l’obiettivo di ottenere qualche vantaggio a spese degli altri. Il motto delle persone tendenzialmente aggressive è “la miglior difesa è l’attacco”.

La comunicazione aggressiva è collerica, violenta ed esplosiva e non garantisce l’efficacia e il raggiungimento dei propri obietti e scopi, se non a spese degli altri, creando spesso problemi relazionali.
Infatti, forse le persone aggressive ottengono alcuni vantaggi come: avere la sensazione di dominare la situazione, sentirsi forti e riescono anche ad appagare alcuni bisogni e desideri, ma rischiano di compromettere altre parti importanti della propria vita, ovvero le amicizie, i rapporti con familiari e colleghi di lavoro, provando quindi comunque insoddisfazione e frustrazione.
Fra gli svantaggi di questo stile infatti, vi sono: perdita di autocontrollo, inimicizie, conflitti e rapporti basati sul timore o sull’odio e talvolta sensi di colpa.
Può anche capitare che persone tendenzialmente passive, talvolta, possano esplodere in un comportamento aggressivo dopo aver represso frustrazione e contrarietà in modo remissivo.

 

• Assertività
Il comportamento assertivo si colloca in mezzo agli altri due: non fa violenza e non prevarica gli altri e non li subisce senza reagire, sa dire di no spiegandone le motivazioni e senza essere aggressivo. L’assertività consiste anche nell’accettare di considerare il punto di vista altrui ed essere disposti a cambiare opinione, ma non allo scopo di essere accettati e approvati, bensì come risultato di uno scambio di idee e valutazioni. Chi si comporta in modo assertivo considera importanti le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri e cerca di soddisfarli senza però danneggiare quegli degli altri e preoccupandosi dei loro sentimenti e opinioni. Non pretende che gli altri si comportino e pensino come lui e non si pone in maniera critica, giudicante o svalutante. Nelle situazioni di difficoltà interpersonale o di conflitto è in grado di arrivare a compromessi e cooperare e quindi raggiunge i suoi obiettivi restando in buoni rapporti con gli altri, è anche in grado di ingaggiare una discussione spiegando la propria posizione e ascoltando quella degli altri senza pretendere di avere sempre ragione, sa tollerare le frustrazioni.

Chi è assertivo è tendenzialmente una persona con un’immagine positiva di sé, con un’adeguata autovalutazione, autostima e fiducia: è capace di decidere per sé stesso e comunica in modo chiaro, aperto ed efficace, non è manipolativo, cerca di comprendere il messaggio dell’interlocutore e se non comprende chiede chiarimenti .
E’ in grado di comportarsi in modo differente a seconda delle situazioni e dei contesti. In alcuni casi infatti utilizzare atteggiamenti passivi può essere un comportamento assertivo, ad esempio: se per strada state discutendo con uno sconosciuto molto arrabbiato e con qualche strumento o arma in mano, non sarebbe saggio dirgli esattamente ciò che pensate. Similmente, talvolta può essere utile adottare un atteggiamento secco, deciso e anche scortese se qualcuno insiste in continuazione per vendervi qualcosa o convincervi ad aderire a qualche attività, senza sentire le vostre ragioni.

Per capire meglio i vostri stili comunicativi è possibile approfondire tramite alcuni esempi di situazioni.

 

Nel prossimo articolo verranno spiegate nel dettaglio le caratteristiche della comunicazione assertiva ed efficace.

Per training di assertività è possibile richiedere un appuntamento o informazioni nell’apposito modulo.

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