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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Per certi versi il concetto di comunicazione efficace si sovrappone a quello di assertività (già anticipato nell’articolo “Comunicazione e assertività), ma vediamo nello specifico quali sono le caratteristiche dello stile assertivo di comunicazione.

COME FARE
1. Espressioni non verbali
• Gesti aperti e cordiali,
• Contatto visivo diretto,
• Espressione del volto attenta e corrispondente alla comunicazione verbale.

2. Comportamento:
• Fare tutto quello che è necessario per raggiungere i propri obiettivi senza calpestare i diritti altrui,
• Conoscere se stessi (pensieri, emozioni e comportamenti),
• Accettare se stesso e gli altri,
• Avere fiducia in sé e negli altri,
• Avere aspettative realistiche,
• Essere empatico, cioè mettersi nei panni degli altri e capire i loro punti vista,
• Accettare critiche costruttive e punto di vista degli altri,
• Saper gestire le critiche manipolative senza avvertire disagio o sentirsi in colpa,
• Propenso a risolvere i problemi più che a lamentarsi e cercare scuse,

3. Stile di comunicazione
• Ascoltare attentamente e in modo ricettivo,
• Esprimere apertamente la sua opinione, afferma i suoi diritti e le sue aspettative,
• Fare richieste in modo cortese,
• Respingere le richieste irrealistiche,
• Accettare e fare complimenti/apprezzamenti,
• Non disturbare l’ascolto,
• Manifestare i suoi sentimenti e i suoi desideri e tiene conto di quelli altrui,
• Dare e ricevere suggerimenti.

Queste abilità possono essere acquisite mediante precisi comportamenti verbali (e non) che possono essere appresi in training di assertività durante il percorso terapeutico, eccone alcune esempi: 
• Esprimere apprezzamento per le cose che sono piaciute piuttosto che fare critiche,
• Se proprio si devono fare critiche, criticare il comportamento preciso e non la persona in toto,
• Essere specifici anche nel fare complimenti o richieste,
• Verificare se l’altro ha capito quello che si è detto e se si ha capito bene quello che ha detto l’altro,
• Saper iniziare e mantenere una conversazione,
• Scegliere con attenzione il momento migliore, quando l’interlocutore non è impegnato in altro,
• Parlare in prima persona cioè usando IO anziché TU o LEI (per es,. “ io sono seccato/deluso”, invece che “tu mi irriti/deludi”)
• Chiedere scusa in modo specifico,
• Tecniche difensive di auto-protezione, per es. del disco rotto, sordità selettiva, annebbiamento, espressione positiva, inchiesta negativa, asserzione negativa, smontare la rabbia, distinguere i problemi, rifiutare richieste eccessive, ecc..

COSA NON FARE
Sono state identificate anche delle specifiche modalità comunicative e relazionali che, se utilizzate in contesti in cui l’altro richiede la nostra attenzione, partecipazione o aiuto, possono divenire dei veri e propri ostacoli.

1. Rassicurare, consolare
“Non aver paura”, “Su fatti coraggio che non è niente”.
Portano l’altro a sentirsi incompreso e suscitano forti sentimenti di ostilità per es. “è facile per te dire questo”. Spesso l’altro coglie il messaggio come “Non mi piace che tu stia male”, “Non devi lamentarti/stare male”

2. Offrire soluzioni, consigli, avvertimenti
“Perché tu non fai…” o “Consentimi di darti un suggerimento..”
Possono implicare che l’altro abbia sbagliato o non sia in grado di risolvere i suoi problemi e potrebbe abbattersi, irritarsi oppure appoggiarsi totalmente pensando di non essere in grado di riflettere da soli sul proprio problema.

3. Moralizzare, far prediche
“Tu dovresti..” o “Sta al tuo senso di responsabilità..”
Creano nell’altro un obbligo imposto o anche sensi di colpa che possono portare la persona che si rivolge a voi a radicarsi nelle sue posizioni e a difendersi sempre di più. Inoltre comunicano all’altro una mancanza di fiducia nel suo senso di responsabilità.

4. Giudicare, criticare, biasimare
“Stai sbagliando..” o “Il tuo problema è che sei un vigliacco..”
Insinuano una svalutazione, un giudizio di incompetenza, stupidità e interrompono la comunicazione, confermando all’altro la sensazione negativa o un rimprovero. Chi risponde a tale modalità di comunicazione, spesso accetta il giudizio formulato come veritiero (“io sono sbagliato”) o reagisce (“Senti chi parla” o “Tu non sei così bravo come credi”).

5. Urlare, sovrastare, prevaricare
Imporsi con aggressività, alto tono di voce, senza dare all’altro la possibilità di esprimersi non è certo efficace per comprendere l’altro e offrire il nostro aiuto, anche se a volte ci spontaneo quando ci sembra che l’altro stia totalmente sbagliando.

 

Essere assertivo e attuare una comunicazione efficace, quindi, non vuol dire:
• Apparire sinceri ed aperti per meglio approfittare degli altri,
• Mettere l’interlocutore nella condizione di dovere per forza aderire alla nostra idea, proposta,
• Voler vincere in ogni situazione ed ottenere sempre incondizionatamente ciò che si vuole,
• Emulare stereotipi del tipo “l’uomo che non deve chiedere mai” o adottare uno stile del tipo “lei non sa chi sono io”! O al contrario,   diventare i buoni samaritani “porgere sempre e comunque l’altra guancia”, rinunciando alla difesa dei propri diritti nel nome della “buona educazione”.

In un modello non perfezionista, ma umano, di assertività le competenze di base dovrebbero essere: la consapevolezza delle proprie emozioni, l’abilità di valutazione  e confronto con la realtà, la capacità di controllo espressivo. Queste, insieme,  portano ad una comunicazione efficace e quindi ad un funzionamento personale e sociale  positivo e soddisfacente.

Se interessati ad un training di assertività o al miglioramento delle competenze sociali e emotive è possibile richiedere un appuntamento o informazioni tramite l’apposito modulo.

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2 commenti

  1. Oriana scrive:

    Salve,sono Oriana e provengo da Catania. Potrei sapere se il zervizio di consulenza psicologica é rivolto anche a non residenti ?

  2. Psicomodena scrive:

    Buongiorno Oriana, il servizio di consulenza psicologica è disponibile per tutti, ovviamente a condizione che possano recarsi in studio a Modena.

    Comunque per qualsiasi informazione scriva pure nella sezione “contatti” o una mail privata a chiararossi.u@gmail.com e sarò lieta di risponderle più dettagliatamente e rapidamente.


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