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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Problemi di coppia: 2 pesi e 2 misure

Spesso le doti considerate importanti in un rapporto di coppia sono: sensibilità, lealtà, cortesia, riguardo, generosità, rispetto, comprensione, ragionevolezza e responsabilità.
Non so se sia così anche per voi, ma sicuramente avrete in mente delle caratteristiche che vi aspettavate all’inizio e vi aspettate tuttora dal partner. Se dopo ripetute delusioni ci si accorge che il porprio partner non corrisponde agli standard insiti in queste virtù, la sua immagine e il matrimonio in generale da positivi diventano negativi o comunque vengono visti diversamente rispetto all’inizio.
Questo viene influenzato dal modo in cui ognuno percepisce sé stesso e l’altro, sono differenze di prospettiva che possono fare sì che avvenimenti in apparenza banali creino spesso litigi, discussioni e malcontento. Ciò capita quando la prospettiva individuale  è rigida, chiusa  e costituisce l’unico metro di giudizio di tutto ciò che avviene nel rapporto. E si resta bloccati nel proprio quadro di riferimento.

Avviene così che nel rapporto di coppia si utilizzano 2 pesi e 2 misure fra i partner e in questo modo lo scontro è inevitabile anche quando nessuno dei due vuole intenzionalmente ferire l’altro, ma si tratta comunque di  prospettive imperniate sul proprio desiderio e sulla propria opinione di quello che è giusto e sbagliato.

Chi invece ha una prospettiva aperta riesce a ad adottare il quadro di riferimento dell’altro e a vedere le cose con gli occhi dell’altro.

Spesso i genitori possono avere reciprocamente meno apertura ed empatia di quanta ne hanno per i figli perché si aspettano che il coniuge sia un adulto e che non abbia reazioni infantili. Paradossalmente però molti dei desideri, delle aspettative e dei sentimenti riguardanti soprattutto la coppia risalgono proprio all’infanzia e richiedono lo stesso tipo di comprensione che meritavano allora.

Le caratteristiche positive e attraenti dei partner un tempo più affiatati e in sintonia sono molto importanti  e possono rendere possibile il ripristino della concordia e dell’armonia se si riescono a superare i malintesi e a vedere il punto di vista dell’altro verso la collaborazione.
Ma tali caratteristiche da sole non sono abbastanza forti per tenere insieme un matrimonio in cui le personalità dei coniugi sono abbastanza diverse o comunque non si armonizzano facilmente. Questo accade perché le rispettive personalità individuali plasmano in gran parte le loro aspettative, la loro visione della vita in generale e in particolare quella di coppia. Quando comincia a venir meno l’intesa iniziale, la gratificazione dell’innamoramento le differenze fra le personalità acquistano maggior rilievo e comincia il contrasto delle prospettive, che infine sono bloccate dalla spiegazione negativa che ciascuno dà alle azioni dell’altro.

Quando con il passare del tempo ci si accorge che l’altro non si conforma al ruolo che gli avevamo destinato secondo le nostre aspettative, ci si sente feriti e delusi. In genere tale delusione induce i coniugi a ridurre le aspettative reciproche e a rivedere i propri desiderata. Adattando i loro sogni e desideri alle realtà del matrimonio essi di solito imparano a convivere con la situazione, anche se comprensibilmente questo li può rattristare.

Ma talvolta le aspettative, le speranze e i sogni invece di ridursi e modificarsi si intensificano e si irrigidiscono: i propri ideali diventano una pretesa, il “vorrei” diventa “dovrebbe”, quello che prima era un desiderio poi diventa una regola categorica. Di conseguenza si può provare rabbia perchè l’altro non rispetta le nostre regole e le infrange e in questo possiamo sentire mancanza di rispetto, non amore e disinteresse. Il guaio è che queste regole non sono state stabilite in accordo dalla coppia e non tengono conto dei bisogni e desideri dell’altro. Sono regole nostre interiori che non abbiamo mai, o quasi mai comunicato chiaramente al partner. In realtà se venissero espresse apertamente all’altro sembrerebbero anche a noi irrazioni, arbitrarie e comunque esagerate.

Nei matrimoni in difficoltà o in crisi buona parte della rabbia nasce più dalla sensazione dell’inosservanza delle proprie regole da parte dell’altro che dalle azioni oggettivamente cattive del coniuge.
Quando il partner non rispetta quelle che per noi sono regole basilari, il suo comportamento viene considerato offensivo e spesso vi viene da rimproverarlo o punirlo e da qui il passo verso incomprensioni e litigi è davvero breve.
Tali regole, spesso decise e imposte all’insaputa del partner o comunque senza il suo consenso, derivano da certe formule di pensiero individuali che servono a determinare il siginificato personale che diamo ad un certo comportamento per stabilire se esso sia legittimo e giusto o illegittimo e sbagliato.

Per esempio:

-           “se il mio partner si curasse di me, mi offrirebbe il suo aiuto quando sono in difficoltà”

-          “ se lui mi rispettasse non lascerebbe tutte le rogne e le fatiche a me”

-           “ se il mio coniuge mi volesse bene, soddisferebbe le mie esigenze senza che glielo debba chiedere io”

Se però io penso che le mie aspettative abbiano un valore universale e oggettivo sorge un altro problema:  crederò che l’altro debba sapere quello che desidero senza doverglielo chiedere e quindi se non si comporta in questo modo lo fa apposta, non mi ama, è cattivo ecc…
Questa pretesa che il partner possieda capacità paranormali e legga nel pensiero è frequente nei matrimoni infelici e nasce dalla convinzione  che le proprie idee siano universalmente riconosciute e siano oggettive e valide per tutti, senza rendersi conto che si tratta di opinioni opinabili e personali, derivate dalla proprie esperienze, personalità, capacità, modo di pensare ecc…
Quando si prende coscienza di questo, ovvero del fatto che non c’è un unico e giusto modo di vedere le cose e di comportarsi in un matrimonio, ma che il rapporto di coppia dev’essere frutto delle opinioni, desideri e prospettive di entrambi, allora si entra in un’ottica di collaborazione e armonia dove possono essere create regole reciprocamente condivise e più funzionali sia per la coppia che per i singoli mebri di essa.

I primi passi fondamentali per ritrovare l’accordo e l’armonia necessari per un recupero del rapporto sono:

  • Rendersi conto che le vostre frizioni sono in gran parte dovute ai malintesi originati dalle differenze delle vostre prospettive e non sono il risultato di incapacità, immaturità, egoismo o cattiveria dell’altro.
  • Rendersi conto che certi tratti del carattere del compagno non sono cattivi, sbagliati ecc.., ma irritano perché si accoppiano bene con alcuni tratti del proprio carattere.
  • Riconoscere che quando le prospettive sono diverse non è detto che uno dei due deve avere per forza ragione oppure torto.
  • Riconoscere che non esistono regole prestabilite e norme per un matrimonio giusto, né ruoli determinati a priori e assoluti per tutte le coppie. Ogni coppia è il frutto di quello che entrambi mettono in campo a partire dalle proprie personalità, aspettative e desideri.
  • L’idea non deve essere quella di cercare di cambiare l’altro, perché questo non potrebbe funzionare, ma dev’essere quelle di cambiare se stessi per adattarsi il meglio possibile al rapporto di coppia e favorendo la comunicazione e creando un’atmosfera collaborativa che in un secondo momento poi potrà portare alla reciproche richieste. Ma solo in un’ottica di compromesso e collaborazione.
  • Il  focus dev’essere sul rapporto e su sé stessi e non sull’altro. Quindi qui ognuno dovrà mettere in discussione sé stesso indipendentemente da quello che lui vorrebbe dall’altro.
  • Riconfigurare la prospettiva in cui vi vedete a vicenda, eliminando gli elementi negativi, lavorandoci sopra e confrontandovi, magari durante un percorso psicologico con una terza persona esperta che vi aiuti.
  • Con il tempo le due personalità possono gradualmente cambiare smussando gli angoli e poi accade che le differenze e i contrasti iniziano ad appianarsi, instaurando così un circolo virtuoso durante il quale la collaborazione risulterà più facile.

 

Nel passaggio dalla propria prospettiva rigida e individualistica verso una più condivisa e aperta lo psicologo cognitivo-comportamentale può essere molto utile per la coppia e per il suo benessere.

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