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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Questo weekend ha portato con sè non solo il freddo invernale, ma anche un’ora in più di buio nella nostra giornata.

Tali cambiamenti possono causare a tutti noi un po’ di malinconia, tristezza e ansia.
Ma per la maggior parte delle persone queste variazioni non influiscono in modo intenso e a lungo termine e non interferiscono con la propria attività quotidiana e non influiscono negativamente in modo eccessivo sul tono dell’umore abituale.

Per alcune persone, invece, questo periodo dell’anno può coincidere con l’insorgere di un disturbo più fastidioso e pervasivo, ovvero la cosiddetta depressione stagionale, anche denominata “Sindrome Affettiva Stagionale” o riconosciuta semplicemente con l’acronimo “SAD” dall’inglese “Seasonal Affective Disorder”.
Tale sindrome è caratterizzata da variazioni del tono dell’umore con episodi depressivi nei mesi autunnali ed invernali, mentre in primavera e in estate il tono dell’umore rientra nella norma o tende verso una leggera euforia.
Oltre all’umore depresso, inizialmente si aggiungono ansia e irritabilità e successivamente apatia, carenza di energie, disturbi fisici e somatici quali dolori e rigidità muscolare, cefalea, stipsi, ansia, sbalzi d’umore, suscettibilità e perdita di desiderio sessuale. Sono inoltre presenti marcate difficoltà in campo lavorativo e nei rapporti interpersonali.
Un altro fattore influente è l’ipersonnia, ovvero la necessità di dormire più ore del solito. Per esempio in alcuni casi si arriva dormire 16 ore al  giorno, un po’ come animali in letargo. Spesso però la durata del sonno in inverno è maggiore solo di 1-2 ore rispetto all’estate. Più raramente si verifica un “disturbo da sonno ritardato” con marcata difficoltà nell’addormentarsi alla sera e nel risveglio mattutino. Si nota spesso un aumento dell’appetito ed è frequente l’abitudine ad assumere cibi dolci in quantità superiori al solito, con conseguente aumento di peso.
Di solito i sintomi si rivelano peggiori alla sera.
A tale riguardo capita spesso che si mettano in atto tentativi di auto-cura come per esempio l’aumento  di assunzione di bevande alcoliche o contenenti caffeina rispetto ad altri periodi dell’anno.

I sintomi appena descritti solitamente tendono a diminuire e poi a sparire nei mesi primaverili ed estivi, quando la persona ritorna verso il
suo normale tono dell’umore.
Tale disturbo è più frequente nelle donne, e in particolare di quelle che soffrono o hanno sofferto di sindrome premestruale.

Fra le condizioni necessarie per poter parlare di depressione stagionale è necessario che negli ultimi due anni si siano verificati due importanti episodi depressivi che dimostrino il nesso tra l’episodio e la stagione, mentre non si dev’essere verificato alcun episodio al di fuori di quel dato periodo.
Inoltre, perché si tratti davvero di depressone stagionale, occorre che i sintomi depressivi stagionali non siano legati a cause psico-sociali causanti stress, come ad esempio la disoccupazione in un certo periodo dell’anno o gli impegni scolastici come esami finali o appelli universitari tipici di alcuni mesi.

 

Cause
La causa specifica del disturbo in esame, non è ancora conosciuta, ma è probabile che la genetica, l’età e forse componenti chimiche del corpo svolgano tutti un ruolo nello sviluppo della malattia. A livello fisico la diminuzione della luce del sole comporta il cambiamento di alcuni elementi del nostro organismo:

  • L’orologio biologico. La riduzione del livello di luce solare in autunno e inverno può disturbare l’orologio interno del corpo (ritmo circadiano), che regola i ritmi sonno-veglia. Questa interruzione può portare a sentimenti di forte tristezza e depressione.
  • La quantità di serotonina nell’organismo potrebbe giocare un ruolo importante nel disturbo affettivo stagionale in quanto è una sostanza chimica che agisce nel cervello,  influenza l’umore e la disponibilità di energie e un calo di luce potrebbe determinarne la diminuzione del livello nel corpo.
  • I livelli di melatonina, ovvero un ormone naturale che svolge un ruolo nel ritmo del sonno ed influenza il tono dell’umore, sono anch’essi modificati dal calo della luce solare.

Infatti, la Sindrome Affettiva Stagionale è maggiormente diffusa nei paesi dove la quantità di luce solare è minore e dove fa più freddo (ad esempio in Islanda e Scandinavia, Canada, Stati Uniti del Nord, ecc.).

 

Fattori che possono aumentare il rischio di soffrire della depressione stagionale:

  • Genere femminile, poichè il disturbo affettivo stagionale è più frequentemente diagnosticato nelle donne che negli uomini, ma gli uomini possono avere sintomi maggiormente gravi.
  • Lontananza dall’equatore, in quanto il disturbo affettivo stagionale sembra essere più comune tra le persone che vivono lontano dell’equatore. Ciò può essere determinato dalla diminuzione di luce solare durante l’autunno e poi l’inverno.
  •  Altri familiari che ne soffrono. Come per altri tipi di depressione, anche quella stagionale sembra avere una componente genetica.

 

Complicazioni
I sintomi e i segnali del disturbo affettivo stagionale non vanno ignorati o sottovalutati in quanto, come con altri tipi di depressione, possono peggiorare e portare a problemi ancora più seri se il problema non viene trattato.
Per esempio:

  • Perdita di speranza, pensieri o comportamenti lesivi verso di sè (o verso gli altri)
  • Ritiro sociale e autoesclusione, evitamento di situazioni prima ritenute affrontabili.
  • Problemi a scuola o al lavoro.
  • Abuso di alcool e/o di sostanze.

 

Alcuni accorgimenti
Quando il disturbo non è grave e pervasivo si possono mettere in atto alcune contromisure per alleviare i sintomi:

  • Rendere gli ambienti di lavoro più luminosi possibili e sedersi vicino alle finestre. Stessa cosa in casa e nei momenti di tempo libero.
  • Uscire di casa anche nelle giornate fredde e non soleggiate, in quanto la luce esterna, anche quando scarsa, è comunque maggiormente benefica di quella artificiale interna.
  • Il movimento, l’esercizio fisico e le attività sportive aiutano a combattere lo stress e mettono in moto l’organismo contrapponendosi alla stanchezza e alla sensazione  di mancanza di forze.

 

Qualora tali misure non fossero sufficienti o risultassero troppo faticose da mettere in atto, un percorso psicologico si rende necessario.
Innanzitutto risulta importante la diagnosi psicologica per individuare se si tratti realmente di depressione stagionale o di altri tipi di depressione e disturbi dell’umore o altri problemi psico-fisici.
Una volta appurato ciò, l’intervento psicologico può aiutare a prevenire le complicanze, in particolare se il disturbo affettivo stagionale viene diagnosticato e curato prima che i sintomi peggiorino e si instauri un circolo vizioso che impedisce l’accesso al trattamento.
Nello specifico la psicoterapia può essere utile ad identificare pensieri negativi e i comportamenti che causano il malessere ed insegnare al paziente a modificarli, imparando così modalità più sane ed utili per affrontare la depressione stagionale e gestirne il relativo stress.

In conclusione, è comune e non patologico avere qualche giorno dove ci si sente giù e scarichi in questa stagione. Ma se ci si sente tristi per una consistente quantità di tempo durante il giorno, quasi tutti i giorni, con forte diminuzione delle energie, della speranza, dell’interesse verso le cose e con notevoli variazioni nel proprio appetito e nella quantità/qualità del sonno allora è molto importante rivolgersi il prima possibile ad uno psicologo.

 

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