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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Bulimia

Caratteristiche principali:

  • Abbuffate ricorrenti: mangiare, in un periodo definito di tempo (ad esempio entro due ore), una quantità di cibo assai superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo e circostanze simili. Inoltre, sensazione di perdita di controllo nel mangiare durante l’episodio (ad esempio,
    sensazione di non riuscire a fermarsi mentre si sta mangiando).
  • Comportamenti di compenso: le abbuffate sono seguite da condotte compensatorie finalizzate a prevenire l’aumento di peso, per es.: vomito, lassativi, diuretici.
  • Preoccupazione estrema per peso e forme corporee: autostima dipendente dal peso e da come si vedono le proprie forme corporee e costante sentirsi in dovere di seguire una dieta.
  • Frequenza delle abbuffate e dei comportamenti compenso: le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano alemeno 2 volte a settimana per 3 mesi.
  • Il disturbo non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.

( Se presente solo il primo punto, v. alimentazione incontrollata )

Altre caratteristiche della bulimia

  • Eccessi alimentari soprattutto se si è sotto stress
  • Fluttuazioni di peso
  • Disidratazione, tremori
  • Problemi di stomaco
  • Calli sul dorso delle mani
  • Crampi muscolari
  • Relazioni interpersonali superficiali
  • Comportamenti autolesionistici
  • Menzogne
  • Impulsività e irritabilità con frequenti cambiamenti d’umore
  • Diffidenza, ostinazione, ostilità, ansia, depressione, scoppi d’ira
  • Sentimenti di inadeguatezza, mancanza di valore e solitudine
  • Comportamenti impulsivi (acquisti compulsivi, uso di alcool o droghe, etc.)
  • Sentimenti di vergogna e colpa se si parla di  problemi alimentari
  • Tendenza a denigrare se stessi e a dare grande importanza all’approvazione degli altri

Come per ogni altro disturbo, è sempre utile chiedere il parere di uno psicologo all’inizio della sintomatologia. Spesso infatti c’è la tendenza ad attendere che, quasi miracolosamente svanisca da sé. Ma questa attesa, in un’elevata percentuale di casi, è ciò che alimenta il disturbo.

 

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