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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Violenza e abuso

La violenza sulle donne è caratterizzata da un’insieme di azioni fisiche, sessuali, di coercizione psicologica, e talvolta anche economica. Si tratta di una serie di condotte che comportano nel breve e nel lungo tempo un danno sia di natura fisica che di tipo psicologico, esistenziale e relazionale.

 

 

Alcune forme di violenza e abuso:

  • La violenza sessuale comprende per esempio le molestie sessuali, le aggressioni sessuali agite con minaccia o costrizione fisica, il visionare materiale pornografico senza consenso, la costrizione a prostituirsi.
  • La violenza psicologica (la forma maggiormente diffusa) include tattiche di isolamento, ricatti, insulti, minacce, rifiuti, colpevolizzazioni in pubblico, svalutazioni, umiliazioni, limitazioni dell’espressione personale. Nei casi più gravi, la vittima può tentare il suicidio.
  • La violenza fisica comprende tutta una serie di atti tra i quali schiaffi, pugni, morsi, tentati strangolamenti.
  • La violenza economica rimanda ad un’insieme di atteggiamenti volti ad impedire che la vittima diventi economicamente indipendente al fine di poter esercitare un controllo indiretto ma molto efficace; tra questi ci possono essere l’impedire la ricerca di un lavoro, la privazione o il controllo dello stipendio, il non accesso al conto corrente familiare ecc.
  • Lo stalking è una serie di comportamenti volti a controllare e limitare la libertà del soggetto messi in atto dal partner o ex partner o da un’altra persona; lo stalking include agiti quali insistenti telefonate non gradite, comunicazioni non volute attraverso sms, posta, e-mail oppure spiare, pedinare, controllare con il “piazzarsi” sotto casa della vittima. Nei casi più gravi, il comportamento di stalking può sfociare nel rapimento  e/o nell’omicidio della vittima.

E’ importante sottolineare che ogni atto compiuto contro la nostra volontà è violenza.
Non é sufficiente l’assenza di resistenza da parte di una donna perché un atto sessuale sia accettabile, occorre il desiderio da parte della donna, tutte le volte che questo manca allora quell’atto o rapporto va considerato una violenza.

Erroneamente si pensa che lo stupro sia un impulso sessuale irresistibile causato da un comportamento della vittima, o dalla sua avvenenza, o da un comportamento imprudente. Lo stupro non nasce da un desiderio erotico ma affonda le sue radici nella volontà di annientamento fisico e psicologico della vittima. Non a caso le donne vittime di stupro hanno paragonato l’esperienza dello stupro ad un’esperienza di morte. Essere private del diritto al proprio corpo e’ una esperienza sconvolgente e devastante che compromette l’equilibrio psicologico della vittima.

Conseguenze
Dopo un’aggressione sessuale, la donna può vivere reazioni di diverso genere, non c’è una risposta univoca: alcune donne reagiscono immediatamente, altre dopo molto tempo; alcune donne rimangono traumatizzate, altre recuperano. Nelle prime fasi dopo l’aggressione, molte donne riferiscono stati di:

  • shock
  • confusione
  • perdite di memoria
  • ansia e/o terrore
  • insensibilità, intorpidimento.

Alcune donne negano l’accaduto, cioè non riconoscono pienamente l’accaduto oppure minimizzano l’intensità dell’esperienza vissuta. Ciò è più frequente quando l’aggressore è un conoscente della vittima.

Nei primi giorni e settimane che seguono l’aggressione è molto normale per una donna sperimentare emozioni molto intense e talvolta imprevedibili. Il ricordo dell’accaduto può ripresentarsi alla mente a più riprese, e gli incubi e le difficoltà del sonno non sono rari. Alcune donne riferiscono di avere difficoltà a concentrarsi e a ricorare cos’hanno detto. Alcune donne presentano dei sintomi estremamente gravi, che impediscono alla donna di chiedere aiuto oppure di parlare dell’accaduto con amici e familiari. Si parla in questo caso di Sindrome acuta da stress. I sintomi includono:

  • il sentirsi intorpidita e distaccata, come se si stesse vivendo un sogno, e percepire il mondo esteriore come       strano e irreale
  • difficoltà a ricordare dettagli importanti dell’aggressione
  •  rivivere l’aggressione con pensieri ossessivi, ricordi, incubi
  • evitare luoghi e cose che ricordano l’aggressione
  • ansia crescente

 

Altre reazioni ad un’aggressione sessuale possono essere:

  • depressione grave e intenso calo di autostima
  • rabbia
  • senso di vergogna e colpa: questi sentimenti sono molto normali dopo un’aggressione sessuale. Alcune donne biasimano se stesse per l’accaduto. Questo è ancora più frequente se l’aggressore è un conoscente oppure se le vittime non ricevono aiuto da parte di familiari, amici, autorità. Il senso di vergogna e colpa può anche impedire alla donna di raccontare ad altri l’accaduto.
  • problemi sociali e relazionali: alcune donne diventano troppo ansiose o depresse per voler continuare ad avere una vita sociale; il rendimento sul lavoro ne risente.
  • problemi sessuali: questi problemi sono i più duraturi fra le donne vittime di aggressione sessuale; le donne possono temere ed evitare ogni tipo di contatto.

Quasi sempre chi ha vissuto un trauma riesce a mettere in atto delle strategie per difendersi dal dolore. Alcune di queste strategie però, apparentemente efficaci in un primo momento, possono in seguito divenire veri e propri disagi. Talvolta ad esempio si cerca di calmare l’ansia e le preoccupazioni assumendo alcool, droghe o eccedendo con gli psicofarmaci, ma col tempo questo può diminuire le energie per affrontare la situazione.
Così pure l’oblio e la minimizzazione possono impedire di affrontare il problema.
Con il tempo, se non si è ricevuto il sostegno adeguato, si possono sviluppare conseguenze e disturbi più evidenti e definiti, quali attacchi di panico, fobie, disturbi alimentari, disturbi del sonno (incubi, sogni ricorrenti), malesseri o malattie di tipo psicosomatico, dipendenza da sostanze. Si parla in questo caso di sindrome post-traumatica (Post Traumatic Stress Disorders PTSD).

Alla luce di quanto evidenziato, diviene fondamentale la possibilità per la donna di avere uno spazio di ascolto, sostegno e , se necessario, un percorso psicoterapeutico.
L’intervento può ad esempio consistere nell’accompagnamento della donna nel suo percorso di elaborazione della  situazione, delle emozioni e dei pensieri conseguenti alla violenza, partendo anche dalla quotidianità che risulta completamente stravolta e improvvisamente difficile e sconosciuta.
Un sostegno psicologico è fondamentale anche nel caso in cui la donna decida di denunciare l’aggressore e di affrontare l’iter processuale.

 

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