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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

La rabbia è sbagliata?



Forse anche tu, come tanti, sei cresciuto credendo che “la rabbia” sia sbagliata?
Forse i tuoi genitori ti hanno detto “Non va bene arrabbiarsi, non c’è posto per la rabbia in questa casa” o “La rabbia ce l’hanno i cani!”
O forse i quando hai manifestato ed espresso questi sentimenti spaventosi, poi sono arrivate punizioni, ordini di calmarsi e rallegrarsi?
Se questi messaggi sono stati esplicitamente dichiarati o anche solo semplicemente passati in maniera implicita, la cattiva reputazione della rabbia può impedire a bambini e adulti di avere una relazione sana con le loro emozioni.

Anche se siamo cresciuti in un ambiente in cui certe emozioni non erano benvenute, è essenziale coltivare la consapevolezza che ogni sentimento è ok e ha la sua ragione d’esistere. Non c’è niente di sbagliato nella preoccupazione, nella gelosia o nella rabbia. Provare emozioni spiacevoli, spesso definite “negative”, è umano e abbiamo il diritto/dovere di provarle.

Ma, attenzione! Questo non significa che provare un’emozione porti direttamente ad esprimerla al 100%. Un conto è provare emozioni interiormente, un conto è agirle, esprimerle all’esterno con comportamenti diretti a noi stessi, ad altri o ad oggetti. Infatti, permetterci di provare emozioni, non significa dare a noi stessi o ai nostri figli la licenza di agire esternamente tutte le emozioni: la gelosia sulla nuovo gioco di un compagno di classe non giustificherebbe di strappargliela dalle mani. O la rabbia per un torto che riteniamo di aver subito ci sta, ma non giustifica riempire di botte il colpevole!
Stiamo dicendo che  tutti noi, indipendentemente dalla nostra età, dovremmo avere la licenza per sentire ciò che sentiamo.

Come tutte le emozioni, la rabbia ci fornisce informazioni preziose sulle nostre vite interiori, in particolare ci segnala che ci siamo sentiti offesi, sfidati, ostacolati, feriti, che ci è stato tolto o impedito qualcosa, ecc.. Ma questo non richiede che ci focalizziamo sull’altro, su chi pensiamo ci abbia provocato la rabbia. Ma piuttosto è più utile concentrarsi su cosa significa per noi quella rabbia… sul perché ci siamo attivati così tanto in quella situazione.
Forse la rabbia ti sta segnalando che c’è una parte di te che si sente invisibile o non supportata.
Oppure la rabbia potrebbe essere un segno che i tuoi desideri ed esigenze sono state calpestate o che i tuoi valori sono stati messi in discussione.

Indaga sulla tua rabbia con curiosità a apertura, rivolgendo a te stesso domande come:

  • Da dove nasce questa rabbia?
  • Cosa sta cercando di dirmi?
  • Di cosa ho sentito la mancanza? Di cosa avrei avuto bisogno”
  • Cosa posso imparare da questo?
  • Quali valori mi indica? Cosa mi segnala rispetto a quello che è importante per me?
  • Che piccolo passo posso prendere oggi per servire quei valori a lungo termine?
  • C’è qualche azione che voglio davvero mettere in atto verso la persona con la quale mi sono arrabbiato?
  • E’ utile urlarle contro, vendicarsi e dare sfogo a questa rabbia, o c’è altro che posso fare e comunicare in toni diversi e più costruttivi?

Puoi anche fare un esercizio audio che ti guiderà nell’indagine interiore e ti mostrerà concretamente come gestire questa emozione e come reagire più efficacemente.

PROVA ORA L’ESERCIZIO AUDIO!

 

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