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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Soffri di comparativismo?

 

Recentemente, psicologici, neuroscienziati e studiosi del comportamento umano hanno individuato alcune tipologie di attività mentali che sono disfunzionali e controproducenti perché procurano stress e/o ostacolano il raggiungimento dei propri obiettivi.

Il comparativismo è uno di questi.

Se soffri di comparativismo ti succederà spesso di ritenere che l’erba del vicino sia sempre più verde. Ti capiterà frequentemente di confrontare in modo negativo te stesso con gli altri, di solito riguardo particolari caratteristiche, oggetti o capacità e ogni volta potrai uscirne sconfitto.

È normale fare confronti. È però stressante trasformare un confronto innocuo in una convinzione che fa provare emozioni spiacevoli come: invidia, rabbia, ansia, vergogna, senso di colpa, tristezza. E’ bene ricordare come, infatti, le emozioni che proviamo siano provocate da quello che noi pensiamo di noi stessi, di un evento o di una situazione.

Potresti per esempio focalizzarti su pensieri di tipo valutativo e comparativo come “è più bella di me” o “ha più successo di me” che sono valutazioni e aspetti che in effetti potrebbero essere reali e veritieri.
La disfunzionalità di questo tipo di ragionamento arriva quando gli attribuisci molta importanza, ti convinci che sia davvero così e che non ci si possa fare niente, ti senti sminuito in tutta la tua persona e di minor valore rispetto agli altri. Magari finisci per sottovalutarti e per stare male per ciò che sei/non sei e ciò che hai/non hai, e per avere meno autostima e fiducia in te.

Prova ora ad individuare se ti capita di fare uno o più dei seguenti esempi di confronti controproducenti e stressanti:

  • l’aspetto delle altre persone
  • i soldi delle altre persone
  • il successo delle altre persone
  • la popolarità e la fama delle altre persone
  • il lavoro delle altre persone
  • i figli delle altre persone
  • i mariti e le mogli delle altre persone
  • la personalità delle altre persone
  • l’intelligenza delle altre persone
  • la casa delle altre persone
  • i vestiti delle altre persone
  • tutto ciò che appartiene alle altre persone

Ti è venuto in mente qualcuno di questi confronti che hai fatto recentemente?

E cosa hai provato nel corpo e sentito emotivamente? Invidia, rabbia, ansia, vergogna, senso di colpa, tristezza, ecc…?

Quanto questi pensieri ti sono stati utili per ottenere/essere quello che gli altri hanno/sono e tu vorresti avere/essere?

Le tue risposte a queste domande potrebbero farti rendere conto dell’inutilità o addirittura del danno che questa modalità di ragionamento ti causa.
Potresti quindi chiederti: ”come faccio a non pensare più in questo modo?”
In realtà, non si tratta di non fare più confronti, ma di notare quando stai applicando il comparativismo in maniera automatica e provare a rispondere e reagire in modo diverso a queste valutazioni

Quindi, il primo passo è quello di rendertene conto:  prova ad osservare nei prossimi giorni quante volte fai questo tipo di ragionamento.

Il secondo passo è quello di iniziare a comprendere che non puoi sfuggire alla trappola del comparativismo:  troverai sempre persone che ti batteranno in un confronto. Ci sarà sempre qualcuno migliore di te in qualsiasi area della tua vita.
E’ l’ora di pensare e accettare te stesso così come sei, quello che hai e piuttosto che valutarti in base a caratteristiche, capacità o possedimenti. Perché, ricorda che, la vita non è un gioco in cui il vincitore quello più intelligente, più di successo, più ricco o dall’aspetto migliore.
Ha più senso concentrare le tue energie a cercare di essere più consapevole e vivere una vita che sia per te soddisfacente, indipendentemente da quanto sia verde l’erba del vicino.

 


Quando ti accorgi di essere in modalità comparativismo puoi provare a chiederti:

  1. “E’ utile per me in questo momento fare il solito gioco dei confronti?”
  2. “Il mio risentimento e la mia invidia mi aiutano ad ottenere quello che voglio e mi rendono meno infelice o al contrario peggiorano il mio umore e il mio benessere?”
  3. “Credo che le persone con cui mi sto confrontando siano davvero più felici in assoluto e in tutte le aree della loro vita?”
  4. “Credo davvero che le persone che hanno meno successo o intelligenza siano condannati all’infelicità?”
  5. “Con quali criteri sto giudicando chi vince questo confronto? Nel valutare, mi baso su quello che è davvero importante per me o, piuttosto, su quello che penso sia richiesto dagli altri e dalla società?”
  6. “C’è qualcosa di più utile e soddisfacente su cui posso concentrare i miei pensieri e le mie azioni in questo momento?”
Un’esercizio audio guidato, ti potrà aiutare a percorrere questi passaggi.

In sostanza, potresti perdere un confronto,
ma se riesci ad apprezzarti per quello che sei e quello che hai,
potresti vincere qualcosa di più grande.

Se noti di avere difficoltà nell’accorgerti di quando fai questi ragionamenti, puoi allenare la tua consapevolezza e presenza mentale con il corso Mindfulness -Primi passi verso la consapevolezza.

 

 

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