Essere o non essere?

Molti adulti arrivano a chiedersi: “E se fossi gifted?”
Perché non sempre questa caratteristica viene riconosciuta durante l’infanzia. Anzi, spesso passa inosservata o viene fraintesa come “eccessiva sensibilità”, “intellettualismo” o addirittura come “essere complicati”.
Ma scoprire di essere gifted anche da adulti può portare a una nuova comprensione di sé e delle proprie esperienze di vita.
🔎 Giftedness: non solo questione di intelligenza
Spesso la parola gifted viene associata unicamente a un quoziente intellettivo alto. In realtà, la giftedness riguarda una struttura mentale più complessa, che può manifestarsi in diversi ambiti:
Intellettuale (pensiero rapido, analisi profonda, sete di conoscenza)
Emotivo (sensibilità, intensità affettiva, forte senso di giustizia)
Creativo (originalità, immaginazione vivida, pensiero divergente)
Sensoriale (ipersensibilità ai suoni, odori, luci, tessuti, ambienti)
Fisico (destrezza, energia, oppure consapevolezza corporea)
Esistenziale (ricerca di senso, riflessioni profonde su vita e valori)
Essere gifted significa quindi pensare, sentire e percepire con una complessità diversa dalla norma.
🌱 Segnali che possono emergere in età adulta
Ecco alcuni indizi che possono aiutarti a capire se potresti essere gifted:
Pensiero veloce e profondo
Trovi connessioni che altri non notano, elabori più idee contemporaneamente, poni domande “scomode” o molto ampie sul senso della vita.Sete di conoscenza
Ti annoi facilmente se non sei stimolato, hai bisogno di imparare e scoprire sempre cose nuove, spesso in modo autodidatta.Intensità emotiva
Vivi le emozioni in modo molto forte, sei sensibile all’ingiustizia, tendi a prenderti a cuore i problemi degli altri e a immedesimarti profondamente.Sensibilità sensoriale
Rumori, luci, odori o tessuti possono risultare più intensi per te che per altri. Allo stesso tempo, puoi avere una forte capacità di apprezzare la bellezza, l’arte, la musica o la natura.Senso di diversità
Hai spesso la sensazione di “non appartenere”, di non essere compreso o di funzionare in modo diverso dalle persone intorno a te.Sindrome dell’impostore
Pur avendo competenze elevate, tendi a sottovalutarti, a credere di non essere mai “abbastanza” e a temere che gli altri possano “smascherarti”.Creatività e immaginazione
Hai idee originali, soluzioni fuori dagli schemi, oppure una grande ricchezza interiore fatta di immagini, metafore e visioni.Ricerca di senso
Ti poni domande profonde sulla vita, sul tuo scopo, sui valori. Spesso fatichi ad accettare la superficialità o il “si è sempre fatto così”.
âš¡ Le difficoltà legate al non riconoscimento
Molti adulti gifted che non sono stati riconosciuti da bambini raccontano di aver vissuto:
Frustrazione e noia in contesti poco stimolanti
Solitudine e incomprensione nelle relazioni
Ansia, depressione o burnout legati all’intensità non gestita
Perfezionismo e procrastinazione
Difficoltà a trovare un ambiente adatto
Senza un riconoscimento, la giftedness può sembrare più un fardello che una risorsa.
🧩 Fare o non fare la valutazione da adulti?
Molti adulti che iniziano a riconoscersi in tratti tipici della giftedness si chiedono:
“Sono davvero gifted? Vale la pena fare una valutazione adesso, dopo tanti anni?”
Questa domanda porta con sé un misto di curiosità, speranza, paura e scetticismo. Da una parte c’è il desiderio di conferma, per dare senso a un vissuto di intensità, diversità e auto-giudizi accumulati nel tempo. Dall’altra c’è il timore che la valutazione non serva, che arrivi “troppo tardi”, o addirittura di scoprire di non esserlo.
I possibili benefici: una valutazione condotta da professionisti esperti di giftedness negli adulti può portare chiarezza, aiutare a distinguere tra giftedness e altre neurodivergenze, offrire un linguaggio per descrivere come funziona la propria mente, dare sollievo e orientare scelte più consapevoli nelle relazioni e nel lavoro.
I possibili limiti: la valutazione non cancella il passato, non risolve magicamente le ferite, può riattivare dubbi sul “merito” di quella definizione, e rischia di trasformarsi in un’etichetta rigida. Inoltre, non tutti i professionisti hanno la giusta sensibilità sul tema, e un approccio riduttivo può lasciare più confusione che chiarezza.
Alternative e complementi: molti adulti trovano beneficio anche senza una valutazione formale, grazie a percorsi di auto-riflessione, spazi terapeutici che tengano conto della giftedness, e il confronto con pari che condividono le stesse caratteristiche.
In definitiva, la valutazione è uno strumento, non un obbligo: per alcuni può essere illuminante, per altri superfluo. La vera svolta non sta tanto nel risultato di un test, quanto nella possibilità di fare amicizia con la propria mente, imparando a conoscerla e accoglierla con le sue intensità e vulnerabilità.
🌸 Conclusione
Capire di essere gifted da adulti non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio.
Non risolve automaticamente le difficoltà, ma ti offre una chiave di lettura che può dare senso al tuo percorso e aiutarti a costruire strategie più adatte al tuo modo di essere.
Con strumenti come ACT, mindfulness e self-compassion è possibile imparare a convivere con l’intensità senza subirla, trasformandola in energia vitale.
👉 Se senti di riconoscerti in queste parole, ti invito a esplorare la pagina Menti Intense, dove troverai articoli e risorse dedicate.
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