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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Un recentissimo studio dell’università di Bristol, pubblicato su The Lancet Psychiatry Journal, rivela che la terapia cognitivo-comportamentale risulta efficace anche a lungo termine nella cura della depressione, a differenza della sola cura farmacologica con antidepressivi.

 

Infatti, prendendo in considerazione 469 persone con depressione fra i 18 e i 75 anni, che avessero effettuato dalle 12 alle 18 sedute di psicoterapia cognitivo-comportamentale in aggiunta al trattamento con i farmaci, è emerso che l’intervento ha migliorato la qualità della vita anche dopo 3-5 anni dal trattamento e ridotto i sintomi depressivi come: profonda tristezza, umore basso, autocritica, autosvalutazione, irrequietezza, irritabilità e mancanza di interesse, energie e speranza, diminuzione di concentrazione e memoria, variazioni significative dell’appetito, del peso e del sonno.

Naturalmente anche altre psicoterapie con diverso orientamento teorico-pratico possono essere efficaci come quella cognitivo-comportamentale nel breve termine, cioè subito dopo il trattamento, ma non esiste nessuna evidenza di efficacia a lungo termine.

Sono risultati molto importanti sia perché ci sono molte persone con depressione che non vogliono assumere psicofarmaci, sia perché il 50% di chi li assume non risponde alla cura e non migliora, oppure ha ricadute negli anni successivi.

I ricercatori dello studio dell’università Bristol in Gran Bretagna sottolineano anche la convenienza costi-benefici di tale tipologia di trattamento, sia perché solitamente la terapia cognitivo-comportamentale è di durata contenuta, circa 12-18 sedute (in 3-6 mesi), sia perché fornisce strumenti concreti e duraturi nel tempo, scongiurando le ricadute e quindi evitando di dover tornare negli anni successivi ad intraprendere altri trattamenti farmacologici o psicoterapeutici.

Pertanto, gli autori suggeriscono ai medici e a chi soffre di depressione e loro familiari, di prendere subito in considerazione la psicoterapia di orientamento cognitivo-comportamentale oltre al trattamento farmacologico. E  a maggior ragione, se non si vogliono assumere psicofarmaci, non ha senso arrendersi alla depressione quando è possibile intraprendere un trattamento non farmacologico che offre miglioramenti concreti e duraturi più dei farmaci stessi!

 

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