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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Osessioni e compulsioni

  • Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini persistenti che vengono vissuti, almeno inizialmente, come intrusivi, indesiderati, inappropriati e senza senso, che causano ansia o disagio marcati. I pensieri, gli impulsi, o le immagini mentali non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale e inoltre la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni.
    Dal momento che la persona riconosce l’estraneità e l’irragionevolezza di tali pensieri e sensazioni (cosa che non succede nelle preoccupazioni dovute all’ansia che sono ritenute opportune, giustificate, caso mai eccessive), lotta attivamente per allontanarle dalla propria mente.

 

  • I tipi più comuni di ossessione sono:
    • ossessioni aggressive (preoccupazioni di poter far male a sé o agli altri, pronunciare oscenità o insulti, rubare oggetti),
    • ossessioni di contaminazione(preoccupazione o disgusto per i rifiuti o le secrezioni del corpo, per lo sporco, per i germi, per i contaminanti ambientali, per gli animali),
    • ossessioni di accaparramento/accumulo(non volere buttare via le cose temendo che in un futuro si possa averne bisogno),
    • ossessioni sessuali  (la paura di essere omosessuali o pedofili, ricorrenti immagini mentali pornografiche),
    • ossessioni di ordine, di simmetria o di precisione (provare eccessivo disagio se gli oggetti non sono nella posizione ritenuta giusta),
    • ossessioni somatiche (il bisogno che entrambe le parti del corpo siano uguali, simmetriche, i capelli pettinati in un determinato modo).

 

  • Le compulsioni sono definite come ripetitivi comportamenti (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente. Inoltre, tali comportamenti o azioni mentali sono tesi a prevenire o ridurre il disagio o a prevenire alcune situazioni o eventi temuti.
    Le compulsioni sono dette anche “rituali” o “cerimoniali”: sono comportamenti non connessi in modo realistico con ciò che dovrebbero neutralizzare o prevenire e sono considerati chiaramente eccessivi anche agli occhi di chi si sente costretto ad eseguirli.Le forme più comuni di compulsione sono:
    • compulsioni di pulizia/lavaggio (lavarsi ripetutamente le mani durante il giorno, non riuscire a smettere di lavarsele una volta iniziato il lavaggio),
    • compulsioni di controllo (controlli protratti e ripetuti senza necessità, volti a riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti),
    rituali ripetuti (accendere e spegnere le luci un certo numero di volte prima di uscire da una stanza, salire una scala o entrare in una stanza sempre e solo con un piede anziché l’altro),
    • compulsioni relative al contare (contare, ad esempio, in gruppi di quattro, sistemare le cose in gruppi di tre, sistemare gli oggetti in insiemi pari o dispari),
    • compulsione di riordino/simmetria (allineare perfettamente gli oggetti nel loro insieme, in angolazioni perfette secondo un dato criterio)
    • compulsioni di accaparramento/accumulo (accumulare cose inutili ed essere intralciati da esse),
    • compulsioni a sfondo religioso (pregare per eliminare pensieri cattivi).

Ossessioni e compulsioni sono fenomeni normali dell’esperienza della maggior parte delle persone. Solo una piccola minoranza di individui nega di avere avuto esperienza di ossessioni e compulsioni in qualche occasione o in qualche periodo della propria vita. Esse paiono variare nel tempo per intensità, per frequenza e per contenuto. Molte persone imparano a riconoscere in sè stessi o nei loro cari tali fluttuazioni come spie particolarmente sensibili del miglioramento o del deterioramento del benessere psicologico. Ossessioni e compulsioni, dunque, possono essere considerate come indicatori del benessere e del disagio psicologico dell’individuo, alla stregua della qualità dell’umore, del sonno e dell’appetito.

Ossessioni e compulsioni vengono considerate una patologia (disturbo ossessivo-compulsivo)solo nel caso in cui raggiungano intensità, frequenza e caratteristiche tali da interferire significativamente con la vita quotidiana della persona e risultare invalidanti in vario grado, fino ad impedire le normali attività di tutti i giorni.
Tanto nel caso delle ossessioni che delle compulsioni la maggior parte del disagio è dato non solo dalle loro conseguenze pratiche, ma dalla lotta che l’individuo sostiene per contrastarle.

 

Il disturbo ossessivo-compulsivo (abbreviato in DOC) è un disturbo caratterizzato da ossessioni e compulsioni che sono gravi e disabilitanti a tal punto da far consumare molto tempo a chi ne soffre e da causare un disagio marcato e stressante e ostacolano le attività quaotidiane.
I pensieri ossessivi e i comportamenti compulsivi affliggono da sempre le persone: nell’antichità erano considerati espressione di una possessione soprannaturale ed erano temuti come manifestazione di poteri demoniaci che, nei casi più gravi, si tentava di fronteggiare mediante pratiche esorcistiche.
Il DOC è dunque caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni che causino marcato disagio, che impegnino la persona almeno un’ora al giorno, interferiscano significativamente con le sue normali abitudini, con il funzionamento lavorativo o scolastico dell’individuo,  o con le attività e le relazioni sociali usuali.

E’ importante notare che non esiste relazione tra ossessioni, compulsioni e  tratti ossessivi di personalità. Nonostante il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOC-P) abbiano nomi simili, i sintomi e i comportamenti patologici sono ben differenti e altrettanto diversi sono i quadri concettuali in cui si collocano: il DOC viene ritenuto un disturno di persoanlitàe l’altro di personalità. Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità non implica affatto ossessioni e compulsioni, ma si riferisce invece a un quadro in particolar modo pervasivo di rigidità e ipercontrollo, di preoccupazione per l’ordine e per i dettagli, che interferisce con il completamento dell’azione in atto e delle attività.

Cure e trattamenti

Le ricerche scientifiche attuali rivelano che gli unici trattamenti risultati efficaci per la cura del disturbo ossessivo-compulsivo sono il trattamento farmacologico e la psicoterapia  cognitivo-comportamentale.
Nonostante l’efficacia comprovata dei farmaci specifici per il DOC, è emerso che circa il 30-40% delle persone non risponde positivamente a questo tipo di trattamento. Anche tra coloro che presentano dei miglioramenti sono poche le persone che riescono a non avere più sintomi con il solo trattamento farmacologico.
L’indicazione di trattamento più efficace è in questo caso quello che combina i farmaci con la terapia cognitivo-comportamentale.
Nello specifico, le tecniche cognitive servono per stimolare nel paziente il riconoscimento e la regolazione di certi  meccanismi mentali che sono alla base del disturbo.
I trattamenti di tipo cognitivo agiscono direttamente sui processi mentali tipici degli ossessivi:  tentativi di controllo del pensiero, l’incapacità di tollerare il rischio, il timore esagerato di essere responsabili o colpevoli di eventuali catastrofi a causa di disattenzioni o errori. In questo modo, chi soffre di questa patologia impara a dare il giusto peso ai pensieri negativi. Quasi tutte le persone ossessive ritengono, infatti, che avere certi pensieri negativi sia di per se pericoloso o moralmente deplorevole aumentando così il timore di averli.
Seguirà una parte di riadattamento graduale ai vari oggetti o situazioni che procuravano l’ansia e stimolavano le ossessioni e i successivi rituali volti a placare tale ansia.

Recentemente è stata introdotta una nuova tecnica utile anche nella gestione dei pensieri ossessivi e degli atti compulsivi, per maggiori informazioni vedere la tecnica della Mindfulness

 

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