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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Suicidio

Sarà capitato sicuramente a molti di noi di pensare, in preda alla disperazione, “chi me lo fa fare di continuare a vivere?!” o ”se morissi sarebbe meglio”. Ma nella maggior parte dei casi poi non abbiamo dato seguito a tale pensiero e il momento di disperazione è sfumato.
Ma non è sempre così, infatti il suicidio è tra le prime 10 cause di morte fra gli esseri umani, con un aumento del 60% negli ultimi 50 anni. Ed è più frequente tra gli uomini 3 o 4 volte di più rispetto alle donne.

La maggior parte delle volte, l’atto suicidario ha alla base uno stato depressivo, che può essere cronico e durare da tempo, oppure transitorio e reattivo ad una particolare situazione che si vede come disperata e senza soluzione. Può avvenire anche in caso di grave ansia, disturbo da stress post-traumatico, disturbi di personalità complessi.
Ovviamente non è automatico che chi soffra di depressione o di uno dei disturbi appena citati, metta poi in atto un tentativo di suicidio, ma ci sono elementi e caratteristiche che predispongono alcune persone piuttosto che altre.


I fattori di rischio del suicidio sono i seguenti:

  • età (l’incidenza del suicidio è più frequente fra gli anziani)
  • precedenti tentativi di suicidio
  • alcolismo o altre dipendenze
  • perdita del pensiero razionale
  • isolamento sociale
  • avere un piano organizzato per il suicidio
  • condizioni di separato o divorziato
  • malattia fisica cronica o grave
  • disoccupazione
  • storia di comportamenti criminali
  • familiarità suicidaria
  • episodi di violenza subita negli ultimi 5 anni

 

Le emozioni principali che sottendono i pensieri suicidari sono fondamentalmente:

  • Tristezza – Disperazione
  • Colpa
  • Vergogna
  • Senso dell’onore intaccato
  • Rabbia
  • Paura

Come si può facilmente immaginare, i motivi che spingono al suicidio sono diversi di volta in volta,
ma le 10 caratteristiche comuni nel suicidio paiono essere le seguenti:

  1. Lo stimolo comune nel suicidio è una sofferenza psicologica intollerabile.
  2. Il proposito alla base è quello di trovare una soluzione al problema o alla sofferenza.
  3. Lo scopo solitamente è la cessazione della coscienza e del sentire.
  4. Il fattore stressante comune nel suicidio è la frustrazione dei bisogni psicologici.
  5. L’emozione comune nel suicidio è la mancanza di speranza e l’idea che non ci sia niente da fare e che nessuno possa aiutare.
  6. L’atteggiamento interno nel suicidio è l’ambivalenza fra attuarlo oppure no.
  7. Lo stato cognitivo comune è il senso di costrizione.
  8. L’azione in ogni tentativo di suicidio è la fuga, l’evitamento.
  9. Solitamente chi attua il suicidio ha modalità di tipo fuga/evitamento frequente nei confronti degli eventi della propri vita e non solo in questa occasione.
  10. A livello interpersonale, capita di frequente che in qualche modo l’intenzione venga comunicata a qualcuno.

L’atto suicidario non è un’azione on-off che avviene da un momento all’altro, ma è frutto di un processo che consta di diversi passaggi:

  1. Considerazione
  2. Valutazione
  3. Decisione
  4. Pianificazione
  5. Preparazione
  6. Esecuzione

Non è quindi è qualcosa di imprevedibile che capita all’improvviso, ma un procedimento graduale che viene portato avanti nel tempo e con possibilità di accorgersene ed potenzialmente intervenire.

Le circostanze legate ad un tentativo di suicidio

  • Eventi di vita a contenuto umiliante
  • Azioni preparatorie
  • Acquisizione di un metodo
  • Riordino dei propri affari
  • “Comunicazione” suicidaria/messaggi suicidari
  • Regalo di oggetti ricordo
  • Informarsi o familiarizzare con metodi per porre fine alla propria vit
  • Consapevolezza della letalità del metodo scelto
  • Precauzioni prese contro la scoperta dell’atto

I fattori protettivi che riducono la propensione al suicidio sono:

  • La presenza di uno o più bambini in casa (tranne in situazione di depressione post-partum)
  • Senso di responsabiltà nei confronti della propria famigli
  • Essere in gravidanza
  • Fede religiosa
  • Provare soddisfazione per eventi della propria vita quotidiana
  • Avere un buon esame di realtà
  • Avere buone abilità di affrontare gli eventi della vita e i problemi
  • Buon supporto a livello familiare e sociale
  • Effettuare un percorso psicoterapeutico e avere una buona relazione terapeutica con chi lo conduce

Come indica l’ultimo punto, la psicoterapia, specie se di tipo cognitivo-comportamentale può aiutare ad individuare le cause e le motivazioni alla base delle idee suicidarie e valutare se ci siano alternative diverse per affrontare la situazione o il problema in questione.

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