Perché un gifted può trarre beneficio dalla terapia o consulenza psicologica

Quando una mente intensa ha bisogno di uno spazio sicuro
Essere Gifted – o avere una mente intensamente curiosa, veloce, creativa – non significa essere immuni dalla sofferenza. Anzi. Le sfide interiori delle persone con alto potenziale spesso passano inosservate perché esteriormente “funzionano”. Ma dentro, la realtà può essere molto diversa.
Una complessità che non sempre trova accoglienza
Chi è gifted (con o senza doppia eccezionalità – 2E) spesso vive con:
– una sensibilità emotiva profonda,
– un pensiero velocissimo e analitico,
– domande esistenziali precoci,
– standard elevatissimi,
– un bisogno di autenticità e coerenza che rende faticose le relazioni e i contesti strutturati.
E spesso si sente “troppo” – troppo intenso, troppo veloce, troppo sensibile, troppo lucido.
Quando può servire una consulenza psicologica?
Ecco alcuni temi e momenti della vita in cui una persona gifted può trarre beneficio da un supporto psicologico:
🧩 Senso di disconnessione e solitudine esistenziale
“Mi sento fuori posto ovunque, come se parlassi una lingua che gli altri non capiscono.”
➡ La consulenza aiuta a esplorare questo vissuto, a costruire un senso di appartenenza senza forzare l’adattamento.
⏳ Ansia, rimuginio e ipercontrollo
“Penso troppo. Tutto il tempo. Ma non riesco a fermarmi.”
➡ Con l’ACT impariamo a fare spazio ai pensieri, osservandoli senza fonderci con essi. E a vivere in base ai nostri valori, non alle paure.
⚖️ Autocritica feroce e perfezionismo
“Qualsiasi cosa faccia, non è mai abbastanza.”
➡ La self-compassion (CFT) può diventare un’ancora per trasformare la durezza in cura, senza perdere l’ambizione.
🎢 Disregolazione emotiva e ipersensibilità
“Ogni cosa mi colpisce. Mi commuovo, mi arrabbio, mi agito: tutto troppo.”
➡ Mindfulness e lavoro sul Sé Osservante aiutano a riconoscere e contenere l’intensità, senza spegnerla.
🌪️ Disorganizzazione, procrastinazione, ADHD non diagnosticato
“Ho mille idee ma non riesco a concretizzarle. Mi perdo nei dettagli o cambio direzione ogni due giorni.”
➡ La terapia aiuta a lavorare sul senso di autoefficacia e sull’equilibrio tra creatività e struttura.
💭 Crisi identitarie o blocchi esistenziali
“Sento che potrei fare molto, ma non riesco a scegliere. Tutto mi sembra vuoto o insignificante.”
➡ Con l'ACT esploriamo chi siamo e chi vorremmo essere, identifichiamo i valori guida e ritroviamo un senso di direzione anche nei momenti di stallo.
🌫️ Autostima fragile sotto la superficie
“Fuori sembro sicuro, ma dentro non mi sento mai davvero valido.”
➡ Si lavora per distinguere la voce del Giudice interiore e costruire un senso più autentico e stabile di sé.
🧠 Sovraccarico cognitivo, burn-out intellettuale
“Il mio cervello non si spegne mai. Anche il riposo diventa difficile.”
➡ La terapia diventa uno spazio in cui imparare a rallentare, a fare amicizia con la mente, a riconoscere i propri limiti come parte della propria umanità.
Uno spazio per integrare mente, corpo, emozioni e direzione
Nel mio approccio, integrando ACT, mindfulness, teoria polivagale e self-compassion, offro uno spazio di ascolto e crescita in cui:
– accogliere la propria intensità senza esserne travolti,
– riscoprire la direzione che conta,
– trovare modi più gentili per stare con sé,
– valorizzare le proprie risorse senza perdersi nell’auto-esigenza.
Perché la mente intensa ha bisogno di spazio, ma anche di radici. E ogni radice ha bisogno di cura, non solo di performance.
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🔒 Ogni percorso è personalizzato, rispettoso della complessità e dei tempi di ognuno.
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