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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

Dopo aver individuato, nell’articolo precedente, quali sono i problemi e le difficoltà a cui può andare incontro uno studente, ecco una serie di strategie per studiare meglio e suggerimenti per affrontare la prossima prova.

 

1.       Metodo di studio

  • Trovate lo stile di apprendimento più efficace per le vostre caratteristiche individuali: per esempio, se siete abituati a ripetere tutto più volte, ma non sembra più essere efficace, provate allora a fare schemi e riassunti.
    Nell’articolo “Come impariamo e memorizziamo nello studio” potete capire come funzionano i meccanismi della memoria e dell’apprendimento e modificare le vostre strategie di conseguenza.
  • Siate flessibili e adattate il metodo di studio a quello che vi trovate di fronte: è una materia che richiede un apprendimento prettamente mnemonico, oppure l’importante è capire di che si tratta? Quando è importante capire (la maggior parte delle volte) aiutatevi con altri libri, chiedendo ai compagni o anche al professore durante la lezione o recandovi a ricevimento.
  • Il metodo di studio dev’essere modificato anche in base alle richieste e allo stile del docente che poi verificherà la vostra preparazione: informatevi chiedendo a chi ha già fatto l’esame, osservate gli esami orali, recatevi a ricevimento. Solo allora sarete in grado di pianificare e perfezionare la preparazione in maniera adeguata allo scopo. Altrimenti potrebbe capitare, ad esempio, che studiate l’argomento a memoria nel dettaglio, non preoccupandovi del quadro generale, e poi il docente invece vi fa domande di ampio respiro che richiedono comprensione, saper fare collegamenti fra le informazioni in vostro possesso e ragionarci sopra criticamente. Oppure anche il contrario: avete studiato un po’ di tutto e pensate di saper tirare fuori un discorso su qualsiasi macro-argomento, e invece il professore vi chiede a memoria una definizione. Sono cose che non contano tanto per l’apprendimento della materia, ma per la resa all’esame, ovviamente.
  • Prima di partire a studiare un argomento è necessario anche farsi un’idea della quantità e qualità del materiale e di quanto tempo si ha a disposizione: fate quindi un programma in linea di massima che vi consenta di apprendere gradualmente, piuttosto che fare tutto all’ultimo. Ovviamente poi seguire tale programma non dovrà diventare un’ossessione e fonte di ansia: basterà cercare di seguirlo in linea di massima e non controllarlo più di una volta al giorno per vedere a che punto siete. La memoria a lungo termine giova dello studio regolare in un tempo non ristretto. (vedere articolo dedicato alla memoria e all’apprendimento).
  • Rivedere gli appunti e riscriverli facendo riassunti o schemi è fondamentale per memorizzare bene i contenuti e saperli padroneggiare sia a livello scritto che orale.
  • Alla fine di ogni sotto-argomento o capitolo potete segnarvi delle domande-tipo su quanto avete appena studiato, che vi serviranno prima dell’esame per testare la vostra preparazione, ripassare e fare una prova di quanto vi potrebbe venire chiesto all’esame.
  • Un’altra tecnica utile, soprattutto per gli argomenti che prevedono il ricordo di liste, leggi, sintomi, vocaboli, formule (quindi per le lingue, le materie scientifiche, il diritto ecc..) consiste nel trascrivere queste informazioni su diverse schede, per esempio: un concetto o un teorema sul davanti e lo sviluppo con formule ed esempi sul retro, oppure il nome di una malattia sul fronte della scheda e i sintomi dietro; ancora una parola in italiano davanti e sul retro la sua traduzione nella lingua studiata, ecc.. Questo metodo serve sia durante lo studio, a conclusione di un argomento per rinforzare l’apprendimento, sia alla fine per ripassare e verificare la preparazione: si pescano a caso le carte (simulando la casualità delle domande dell’esame che non seguono mai l’ordine con cui abbiamo incamerato i contenuti) si legge la domanda/la parola/il teorema/la legge/la malattia e si cerca di rispondere/tradurre/sviluppare i calcoli/enunciare i corollari/elencare i sintomi ecc..
    Tale efficace strategia di apprendimento è attualmente utilizzabile anche tramite un software disponibile gratuitamente online e che è descritto in un articolo dedicato.
  • Registrate in file audio formule, enunciati, parti di argomento da apprendere, poi ascoltate la vostra voce che li ripete, vi aiuterà sia nell’apprendimento che nel ripasso.
  • Per memorizzare elenchi, liste o poesie, ricorrete anche a mnemo-tecniche che associano le parole a filastrocche o canzoncine che conoscete per es. i nomi delle Alpi italiane: “Ma con gran pena le reca giù” (Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Carniche, Giulie.
    Per memorizzare parole, anche quelle astratte, è fondamentale associarle ad immagini mentali, che possono essere potenziate se modificate in 4 modi: con esagerazione (per es. nelle misure o nelle caratteristiche), movimento (si ricordano meglio gli elementi in movimento rispetto a quelli  fermi), fare associazioni insolite (unire oggetti, persone o situazioni che solitamente non sono connesse aumenta la permanenza in memoria) e creare coinvolgimento emotivo con quello che si studia.
  • Il ripasso finale non dovete farlo sfogliando libri e quaderni e chiedervi se sapete ripetere tutto bene. Ma utilizzando domande simili a quelle potenziali dell’esame e provando a rispondere con parole vostre (per iscritto o a voce) e rivedete brevemente ma con calma quello in cui vi sentite meno sicuri. Utilizzate anche le schede, i riassunti e gli schemi che avete creato durante lo studio.

 2.       Trucchi anti-stress e pro-motivazione

  • Studiate in coppia o in gruppo le materie più ostiche o noiose, oppure cambiate frequentemente modalità, cioè studiare a voce bassa, alta e per iscritto. La varietà contrasterà la noia e aumenterà l’apprendimento perché esso avviene tramite più di un canale di percezione.
  • Evitate di lamentarvi della noia della materia con altre persone perché rinforza l’idea negativa che ne avete e aumenta la demotivazione.
  • Ricompensatevi dopo ogni attività noiosa o difficile con un po’ di tempo libero, un regalo o un momento per voi (non esagerate con il cibo però!). Prevedete intervalli, brevi , ma distraenti e gratificanti fra i vari momenti di studio, come per esempio svaghi di tipo sportivo, artistico, musicale, relazionale, ecc..
  • Utilizzate un timer (tecnica del pomodoro) per suddividere il tempo di studio e stacco: per es. ogni 25 minuti di studio fate 3-5 minuti di pausa. Ogni 4 sessioni da 25 minuti, fate una pausa più lunga dai 15 ai 30 minuti.
  • Cercate di ottenere e mantenere un giusto livello di interesse per l’argomento, magari facendo ricerche personali, scoprendo le applicazioni pratiche delle informazioni teoriche che avete sottomano, chiedendo ai docenti o a studenti più anziani o a professionisti già avviati, quale sia l’utilità pratica della materia. Semplificate lo studio aiutandovi con un libro divulgativo, una rivista, un documentario o un film che trattano l’argomento.
  • Assicuratevi di non avere solo motivazioni estrinseche (v. articolo sui problemi di studio) come la voglia di fare bella figura con genitori e compagni, la pretesa di prendere un bel voto, l’aspettativa di ricevere un regalo, una paghetta, o la borsa di studio: ma concentratevi sul piacere di acquisire conoscenza e di migliorare in sé per sé.
  • Attenzione alle pressioni esterne, se eccessive possono procurarvi stress, ansia, panico e ostacolare sia l’apprendimento sia la performance all’esame. Individuate quali sono queste spinte che subite da docenti, familiari, amici ecc.. e cercate di modificare qualcosa.
  • Attenzione anche alle pressioni interne: ovvero le aspettative di successo troppo elevate, la pretesa di dover sapere tutto prima di potersi presentare all’esame, l’eccessivo timore degli errori, del giudizio altrui, del fallimento, la scarsa fiducia in sé e nelle proprie capacità. (Se non si riuscisse ad intervenire su tali problematiche, si può richiedere una consulenza di supporto a riguardo.)
  • Se l’ansia e l’insicurezza ci hanno portato più volte ad evitare gli esami e ci sentiamo bloccati potrebbe essere utile riprendere in modo graduale, per esempio andando solo per vedere com’è l’esame, oppure farli in ordine di piacevolezza, difficoltà o tipologia di docente ecc.. (Per ulteriori suggerimenti per chi è preda della paura del fallimento, leggere l’articolo dedicato).

 

3.       Tecniche di gestione dell’ansia e igiene di vita:

  • Movimento: è fondamentale intervallare i periodi di studio con camminate, possibilmente all’aperto. I benefici sono innanzitutto di tipo prettamente fisico: miglioramento della circolazione del sangue (anche nel cervello), diminuzione della tensione fisica, aumento dell’attivazione corporea. Ma sono anche di tipo psicologico: fare una passeggiata è uno stacco dall’attività di studio, un momento di scarico, in cui non stai pensando direttamente a quello che devi imparare ed è un tempo di elaborazione non consapevole delle informazioni, grazie al quale esse si fissano maggiormente nella memoria e si imparano meglio.
  • Respiro: fare lunghi respiri profondi con il diaframma o detti anche “di pancia” tranquillizza e fa arrivare al cervello il giusto equilibrio di ossigeno e anidride carbonica. Un esercizio semplice per imparare a respirare di pancia è sdraiarsi e mettere un libro sulla pancia e cercare di farlo alzare ed abbassare con il respiro. Se invece, posando il libro sul petto, questo si alza, significa che si sta respirando in modo ansioso. Infatti, se si respira con il petto, anche in modo profondo, si rischia di aumentare le sensazioni fisiche dell’ansia e del panico, come giramenti di testa, aumento del battito cardiaco, sudorazione, tensione muscolare ecc…
  • Rilassamento: fondamentale in periodo di studio, e in particolare nelle ore pre-esame svolgere attività che rilassano lo spirito, come hobby e passatempi gradevoli, ma anche e soprattutto  di tipo fisico, come lo yoga, il rilassamento progressivo, quello isometrico, ecc
  • Mindfulness: per aumentare la capacità di concentrazione, favorire la memoria e l’apprendimento e ridurre la tensione e l’ansia, la minndfulness si rivela una strategia molto adatta.  (Vedere il rispettivo approfondimento)
  • Sonno: quando lo stress e la tensione aumentano, il sonno ne risente, e se siamo più stanchi diventiamo più stressati e tesi, preda di un circolo vizioso che ci impedisce sempre di più di essere abbastanza lucidi per studiare.
    Capita anche che le ore di sonno siano ridotte volontariamente dallo studente perché  resta alzato a studiare fino a tardi: niente di più sbagliato! La verità è che un sufficiente e ristoratore riposo notturno è ancora più importante che finire i compiti o studiare. Sia perché, come anticipato, sarete più rilassati, lucidi e quindi produttivi ed efficienti, ma soprattutto perché, se non si hanno sufficienti ore di buon sonno, è davvero difficile imparare cose nuove. Infatti, le funzioni rigeneranti del cervello, come lo sgombero delle connessioni sinaptiche attivate il giorno prima, avvengono durante il sonno REM e cioè in una fase tardiva del sonno, che chi dorme poco non fan in tempo a sperimentare abbastanza.
    È quindi necessario che lo studente curi la propria igiene del sonno (è possibile trovare alcuni suggerimenti nella pagina dedicata ai problemi del sonno), pena una notevole diminuzione delle abilità di attenzione, concentrazione, memoria e apprendimento che ostacolano fortemente la preparazione di un esame.
  • Cibo: è bene mantenersi leggeri nel periodo di preparazione di un esame (ma mai saltare un pasto!) e non sovraccaricarsi di cibo e mangiare piatti elaborati che appesantiscono la digestione e che sottraggono il sangue al cervello, provocando così sonnolenza e facendo ridurre il rendimento cognitivo. Soprattutto sono da evitare gli zuccheri delle merendine e dei dolci ipercalorici, i quali danno un picco di glucosio e quindi di energia intensa, ma breve, che poi si riabbassa subito facendoci sentire più stanchi e poco concentrati.
  • Bevande: attenzione alle bibite gassate, che gonfiano e possono provocare problemi gastro-intestinali spiacevoli durante lo studio. Attenzione alle bevande dolci, per lo stesso motivo delle merendine ipercaloriche. Ma soprattutto moderate le bevande contenenti stimolanti come caffeina, ginseng ecc.. per evitare accumulo di tensione e problemi di insonnia durante la notte.
  • Fumo: va moderato perché, come la caffeina, è una sostanza stimolante che può aumentare l’irritabilità, l’insofferenza e l’attivazione.

 

4.       All’avvicinarsi del giorno X

  • Assicuratevi di studiare e dormire in un ambiente pulito, aerato, ordinato, che favorisca l’apprendimento e il riposto.
  • Il giorno prima dell’esame è necessario staccare, almeno mezza giornata e dedicarsi ad un’attività che vi distragga, vi svaghi, vi gratifichi e/o vi procuri soddisfazione. Sarete sicuramente più sereni e lucidi il giorno dopo e ricorderete meglio, piuttosto che passare le ultime ore a ripassare.
  • Anche se vi sentite insicuri prima di uscire di casa, non rimandate l’inevitabile e pensate piuttosto che andrete a tentarlo e poi al massimo lo rifarete. Non si può sapere tutto bene alla perfezione e nel minimo dettaglio e se aspetto di essere pronto al 100%, rischio di non arrivare mai a fare l’esame!
  • Una volta arrivati in aula, se c’è qualche compagno particolarmente ansioso o agitato, che ripassa o vi fa domande, allontanatevi e dedicatevi alla lettura di una rivista o ad ascoltare della musica. Evitate così di aumentare la vostra ansia e di entrare in un clima di competizione o insicurezza che potrebbero peggiorare la vostra prestazione.

 

Per approfondire quali problemi può incontrare chi non segue le precedenti indicazioni, vedere l’articoloAlle prese con problemi di studio e difficoltà a superare gli esami?

 

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