Un giorno nella trappola del tempo di un adulto gifted

Appena apre gli occhi, ha dieci idee: un nuovo libro da scrivere, un corso da seguire, un progetto lavorativo da lanciare. La sua testa corre veloce, come se la notte non fosse servita a rallentare quel motore interiore che non si spegne mai.
Mentre fa colazione, legge due articoli, risponde a un’email, ascolta un podcast. Ogni stimolo apre nuove connessioni. “Dovrei approfondire questo… sarebbe bello iniziare quello… potrei contattare quella persona…”
Il tempo sembra dilatarsi e restringersi insieme: ogni minuto è denso, ma non basta mai.
🎭 La multipotenzialità in azione
Marco non ha un solo interesse.
Ne ha dieci, cento.
La scrittura, la musica, la psicologia, le lingue straniere. Ogni ambito è un invito irresistibile, e lui non vuole rinunciare a nulla.
Il problema è che ogni scelta comporta una rinuncia.
E rinunciare, per lui, è come perdere una parte di sé. Così finisce per fare “un po’ di tutto”, senza la soddisfazione di sentirsi pienamente dentro a qualcosa.
📌 La fatica di scegliere
A metà mattina, la sua agenda è già un campo di battaglia.
Ogni compito sembra importante, ogni progetto urgente.
Decidere cosa fare prima lo paralizza. Alla fine, inizia tre cose diverse, saltando dall’una all’altra, senza finirne nessuna.
Si dice che i gifted abbiano “dieci televisioni accese contemporaneamente nella testa”. Marco lo sa bene: non riesce a spegnerne nessuna.
🙅♂️ Il difficile “no”
Quando un collega lo chiama per chiedere supporto, dice subito di sì.
Quando un amico propone un nuovo progetto, accetta.
Quando riceve un invito a collaborare, non riesce a rifiutare.
Ogni opportunità lo entusiasma, ma poco dopo lo appesantisce.
Il risultato è che la sua giornata si riempie di impegni che non riflettono ciò che per lui conta davvero.
🔥 Il burnout silenzioso
La sera, Marco si sente esausto.
Non è solo stanchezza fisica: è un logorio mentale.
Ha corso tutto il giorno, ma dentro resta la sensazione di non aver fatto abbastanza. Di non essere mai “arrivato”.
Questo è il burnout silenzioso dei gifted: un esaurimento che non esplode, ma che erode giorno dopo giorno entusiasmo e chiarezza.
🌱 Il punto di svolta
Un giorno, però, Marco incontra l’ACT.
Scopre che non serve dire sì a tutto, né inseguire ogni possibilità.
Inizia a chiedersi: “Questa scelta riflette i miei valori? Mi porta più vicino a chi voglio essere?”
Non è semplice. Ogni volta che dice “no”, sente un piccolo dolore.
Ma pian piano si accorge che ogni “no” a ciò che non conta è un grande “sì” a ciò che lo fa fiorire.
✨ Non tutto, ma ciò che conta
Oggi Marco non cerca più di fare tutto.
Ha imparato a scegliere, ad accettare che il tempo non sia infinito, e che il suo valore non si misuri nella quantità di cose fatte ma nella coerenza con ciò che per lui ha significato.
La sua mente continua a correre veloce, i suoi interessi sono ancora tanti.
Ma ora il tempo non è più una gabbia.
È uno spazio da abitare con intenzione.
🌿 Non tutto, ma ciò che conta.
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