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Dott.ssa Chiara Rossi Urtoler

In Indonesia le scimmie si catturano mettendo un’arancia all’interno di una zucca: la scimmia ci infila la zampa, afferra il frutto, ma dal momento che non vuole mollare l’arancia, rimane lì incastrata e viene catturata.

Capita anche a voi di fare come la scimmia e, per non mollare la presa su niente, vi incastrate e vi sentite stressati e presi in trappola?

Forse siete il tipo di persona che non è mai soddisfatta di ciò che fa, dice o produce.
Una “fata cattiva” vi ha lanciato un incantesimo malefico: “Sii perfetto!”. Da quel momento non siete più stati soddisfatti di quello che avete realizzato oppure vi siete bloccati e non avete più osato realizzare nulla per evitare di fallire.
La “fata buona” adesso vi dice: “Puoi essere te stesso e fare ciò che sei in grado di fare. Molla un po’ la presa sul controllo e su ciò che ti blocca!”

Quali sono le “arance” che non riuscite a mollare?

  • il controllo su voi stessi, gli altri, le cose ecc..?
  • preoccupazioni?
  • risentimenti?
  • rimpianti?
  • ferite che risalgono al passato?
  • convinzioni irrazionali?
  • sensi di colpa?

Quando riuscite a mollare la presa, avete entrambe le mani libere per accogliere ciò che arriva.

“Se interrompiamo ogni movimento,
la nostra mente diventa tranquilla,
e questa pace, in seguito,
provocherà di nuovo il giusto movimento.”

- Deshimaru Taisen -

Ma come si fa?
Innanzitutto si parte dal mollare un po’ la presa sul controllo.
Alcuni esempi di controllo eccessivo, da provare a diminuire, sono:

  • prevenire, progettare e programmare ogni momento della giornata e delle giornate a venire con attività che vi costringete a fare per essere certi di dare il meglio di voi,
  • controllare assiduamente le vostre azioni o il vostro lavoro per la paura di fare errori e di non fare abbastanza,
  • assicurarvi che gli altri intorno a voi facciano quello che pensate dovrebbero fare e stiano al passo con voi,
  • scannerizzare ogni situazione per vedere che non nasconda problemi e per prevenire quelli che ci potrebbero essere,
  • prepararsi in anticipo per attività o eventi, allo scopo di farsi trovare pronti,
  • rimuginare e ripensare a situazioni del passato per vedere se avete sbagliato qualcosa e del futuro per non rischiare imprevisti, errori o pericoli,
  • controllare gli altri per assicurarsi che vada tutto bene secondo i vostri criteri, dicendo loro: “Tu dovresti..”, “Non si fa così..”, “Voglio che tu..”,
  • cercare di limitare le vostre sensazioni fisiche perché credete che i sintomi del corpo potrebbero danneggiarvi. Per es. “Se questo giramento di testa non passa, sverrò”,
  • cercare di controllare le reazioni fisiche all’ansia, come le mani che tremano, il rossore in viso o la sudorazione eccessiva, perché siete convinti che gli altri vi giudicherebbero duramente qualora se ne accorgessero,
  • cercare di monitorare e controllare i vostri pensieri perché siete convinti che se non ci riuscirete impazzirete,
  • sopprimere i pensieri disturbanti, i dubbi o le immagini mentali perché credete che lasciarli entrare nella vostra testa sarà causa di danni a voi o agli altri,
  • correre di qua e di là per rispettare i vostri programmi e non lasciare niente di non fatto o non finito sulla vostra lista di cose da fare.

 “Conosci la sosta e possiederai la stabilità,
una volta stabile potrai riposarti,
in riposo potrai essere sereno,
nella serenità potrai riflettere
e con la riflessione potrai riuscire”
.
- Zengzi -

Non possiamo sempre controllare gli eventi che si presentano nella nostra vita, ma siamo noi che decidiamo l’atteggiamento con cui affrontarli.
Può capitare che spesso vi sentiate in colpa perché non riuscite a “fare contente” le persone che vi circondano o che amate, a soddisfare le esigenze del capo e dei colleghi. Oppure può verificarsi che abbiate la sgradevole sensazione di non essere ciò che “dovreste” essere, di non riuscire a piacere a tutti e ad esserci per tutti. Siete consapevoli di aver scelto un compito impossibile?

“Si può piacere a qualcuno per sempre,
a tutti per un po’,
ma non si potrà mai
piacere a tutti per sempre.”

- Abraham Lincoln –

Ok, è una bella cosa piacere e compiacere gli altri, ma non al prezzo di mancare di rispetto a se stessi e sentirsi intrappolati.
Quando riuscite a ribilanciarvi, facendo contenti gli altri senza dimenticarvi di tenere conto anche di voi stessi, è come se vi spuntassero le ali: siete più liberi dai sensi di colpa, più soddisfatti, più attivi e vivrete migliori rapporti con gli altri, più sani e sinceri.

 

Sempre in riferimento alle relazioni con le altre persone, è importante allentare la presa anche sul desiderio di avere ragione, Quante volte al giorno dite: “Ho ragione io!”, “Sicuramente è così come dico io!”, o “Sei tu che ti sbagli” ecc..?
Se volete stare meglio ed essere più sereni, non preoccupatevi di avere ragione e che gli altri lo riconoscano! Vivete la vostra vita e lasciate che gli altri vivano la loro. Se li amate, li dovete lasciare liberi e usare piuttosto frasi come: “Per favore, mi dici cosa ne pensi tu?”, “E’ interessante, non ci avevo pensato!”, “Grazie per aver condiviso con me il tuo punto di vista.”, “Io la vedo diversamente, ma che capisco che per te possa essere così.”, ecc…

 

Mollare la presa nella vita quotidiana

A volte è proprio nelle piccole cose di tutti i giorni, i lievi contrattempi della quotidianità che è proprio difficile imparare a mollare la presa:

  • la persona con cui avete appuntamento è in ritardo,
  • la commessa vi tratta come un seccatore invece che come un cliente,
  • siete in coda e qualcuno vi passa davanti,
  • perdete l’autobus o il treno,
  • il cameriere vi porta una cosa diversa da quello che avete ordinato,
  • un neonato piange tutto il tempo durante un volo o un viaggio o altro,
  • lo sportello al quale stavate aspettando di rivolgervi, chiude proprio quando tocca a voi,
  • inizia a piovere proprio quando uscite a piedi,
  • la persona che vi precede non vi tiene aperta la porta, che si richiude sbattendo,
  • un guidatore non rispetta la precedenza,
  • qualcuno prende posto nel parcheggio per il quale voi stavate aspettando che si liberasse,

Sicuramente avrete in mente altri episodi simili che vi sono capitati e cosa fate di solito? Vi arrabbiate, imprecate, sbuffate, stringete i denti, i pugni e aggrottate la fronte, con movimenti stizziti? Certo potete esprimere il vostro disappunto e dire ciò che provate, rimettere a posto l’altro e fare valere i vostri diritti, ma potete anche lasciare perdere, cioè decidere che quelle non sono cose importanti in quel momento e che avete di meglio da fare che irritarvi o litigare.
Mollare la presa, significa anche liberarsi di ciò che è inutile, che ci fa stare male senza cambiare la situazione. Significa pure lasciare andare e concentrarsi sull’essenziale, su ciò che conta davvero per voi, in base ai vostri desideri, scopi, obiettivi e valori.

 

Imparare a mollare la presa in 30 giorni

Un programma mensile di esercizi da scegliere e provare ogni giorno per imparare a mollare la presa:
Scegliete uno degli esercizi elencati sotto e scrivetelo su un post-it, sull’agenda, o su un promemoria del telefono, in modo da ricordarvelo durante tutta la giornata.
Metteteli in pratica non necessariamente in quest’ordine, ma uno al giorno, cercando poi di ripetere quei comportamenti che vi hanno fatto stare meglio:

  1. Oggi mi prendo alcune pause per rilassarmi,
  2. Oggi tolgo dall’agenda un’attività prevista ma non fondamentale,
  3. Oggi mi concedo una doccia più lunga del solito e senza pensieri negativi,
  4. Oggi faccio le cose più lentamente,
  5. Oggi accetto di essere imperfetto e di sbagliare,
  6. Oggi mi concentro sugli aspetti positivi, anche piccoli, di questo giorno,
  7. Oggi provo a liberarmi di ciò che è inutile e superfluo,
  8. Oggi provo a sorridere di più e rilassare le spalle e il collo,
  9. Oggi penso a 3 cose che mi piacciono di me,
  10. Oggi provo a non criticarmi e a perdonarmi,
  11. Oggi provo ad aprirmi a ciò che arriva, a non oppormi o contrastare ciò che mi succede,
  12. Oggi provo a tollerare un comportamento che non mi piace dell’altro,
  13. Oggi provo a mollare la presa su una mia regola o abitudine inutile,
  14. Oggi provo ad avere fiducia in qualcuno,
  15. Oggi penso a 3 cose mi piace fare e provo a farne almeno una,
  16. Oggi lascio andare i pensieri negativi che mi passano per la mente,
  17. Oggi non biasimo o non critico nessuno,
  18. Oggi provo a cambiare l’ordine di alcune mi attività abituali che ormai faccio in automatico,
    (per es. l’ordine con cui mi preparo al mattino o alla sera, o di attività sul luogo di lavoro)
  19. Oggi provo a mollare la presa sui dubbi e le preoccupazioni,
  20. Oggi provo a mollare la presa sulle mie resistenze riguardo qualcosa o qualcuno,
  21. Oggi accetto le sensazioni fisiche spiacevoli che percepisco nel corpo,
  22. Oggi dedico almeno mezz’ora al mio benessere psico-fisico,
  23. Oggi provo a perdonare qualcuno,
  24. Oggi non penso al passato,
  25. Oggi provo a non controllare gli altri,
  26. Oggi mi concedo una nuova libertà,
  27. Oggi penso a 3 cose che ho fatto o so fare nella mia vita e di cui sono orgoglioso o soddisfatto
  28. Oggi faccio qualcosa senza aspettarmi nulla in cambio,
  29. Oggi provo ad avere fiducia in me stesso,
  30. Oggi provo ad accettare la realtà così com’è.

 

Lasciar andare non significa non interessarsi, ma smettere di credere di aver potere al posto degli altri.

Lasciar andare non significa fregarsene, ma lasciare che l’esperienza sia consigliera, non le parole.

Lasciar andare non è vittimismo, ma la profonda certezza che spesso gli effetti non dipendono da noi.

Lasciar andare non corrisponde ad una critica, ma ad un atto di estrema fiducia.

Lasciar andare non è imporre nuove catene, ma permettere alla libertà di ognuno di esprimersi.

Lasciar andare non è ancorarsi al passato, ma vivere pienamente un nuovo futuro.

Lasciar andare non è un atto egoistico, ma è il coraggio di scoprire il nuovo che si svela di fronte a noi.

Lasciare andare non è dominio e controllo, ma un atto di fede perchè la vita si sveli.

Lasciar andare non è cedere ai fardelli della vita, ma credere che siamo nati per uno scopo elevato.

Lasciar andare non è soffrire, ma permettere alla gioia di abitare in noi.

Lasciar andare non è di domani, ma è di un oggi che aspetta di essere vissuto.

Lasciar andare libera, purifica, migliora… lasciare andare è accogliere la gioia.”

- Stephen Littleword-

 

Per chiarimenti o approfondimenti, scrivere nell’apposito modulo.

 

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